
Magazzini pieni di olio extravergine invenduto, prezzi crollati e filiera a rischio blocco per mancanza di liquidità. È questo lo scenario che Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, ha portato ieri al tavolo nazionale di crisi del settore olivicolo-oleario convocato al Ministero dell’Agricoltura alla presenza del sottosegretario La Pietra. La risposta dell’organizzazione agricola è un piano in cinque punti che chiede interventi immediati e strutturali.
Credito e liquidità. Il primo fronte è quello finanziario. «Il problema oggi non è solo produttivo: è di liquidità» ha dichiarato Sicolo. «Se le banche chiudono il credito, si blocca tutta la filiera, dai produttori agricoli fino alla commercializzazione». Il vicepresidente ha ricordato che frantoiani e organizzazioni di produttori hanno già sostenuto costi enormi, con un’esposizione bancaria crescente e magazzini sotto pressione. La richiesta è che il Ministero attivi tutti gli strumenti di garanzia finanziaria disponibili: ISMEA, Medio Credito Centrale e ogni altra misura utile a rassicurare il sistema bancario.
Stop al sottocosto. CIA Agricoltori Italiani chiede un intervento normativo sulla trasparenza delle promozioni commerciali. «Non è più accettabile vedere pubblicità con bottiglie a 3,99 o 4,99 euro senza che il consumatore abbia immediata evidenza dell’origine reale del prodotto» ha spiegato Sicolo, proponendo un decreto che obblighi a indicare la provenienza dell’olio con la stessa evidenza grafica del prezzo promozionale. Si chiede inoltre di dare rapida attuazione alla norma sulla responsabilità della grande distribuzione organizzata riguardo alla corrispondenza tra etichetta e prodotto sullo scaffale, accompagnata da un’intensificazione dei controlli.
Aiuti allo stoccaggio. Per evitare un’immissione forzata sul mercato che aggraverebbe ulteriormente il crollo dei prezzi, Sicolo ha chiesto l’attivazione urgente di aiuti allo stoccaggio attraverso il regime de minimis, strumento che consentirebbe alle imprese di sostenere i costi finanziari e logistici del mantenimento delle scorte con procedure relativamente snelle.
Più aggregazione. L’organizzazione chiede di accelerare tutte le misure già finanziate e previste, in particolare quelle rivolte alle aggregazioni di filiera e alle organizzazioni di produttori, con l’attivazione rapida dei contributi sugli interessi passivi sostenuti dalle imprese che operano in forma aggregata.
Piano straordinario di promozione. Infine, CIA Agricoltori Italiani propone un grande piano straordinario per la promozione e la valorizzazione dell’olio italiano. «Non possiamo affrontare una crisi di surplus senza lavorare contemporaneamente sulla crescita dei consumi e la valorizzazione della qualità» ha sottolineato Sicolo, segnalando che esistono già milioni di euro stanziati ma ancora fermi. Nel medio periodo si chiede di attivare tutte le misure del Piano Olivicolo Nazionale, investendo su modernizzazione degli impianti, competitività dei frantoi, ricerca e tracciabilità.
A chiusura dell’intervento, CIA Puglia ha avanzato la richiesta di istituire un tavolo permanente di crisi per monitorare l’avanzamento di tutte le misure che il Governo si è impegnato ad attivare.


































