Un vero e proprio ballottaggio già al primo turno quello andato in scena ad Andria con la città che ha confermato la Sindaca uscente di centrosinistra Giovanna Bruno con un plebiscitario 77% delle preferenze. Praticamente raddoppiati i voti per lei rispetto alle scorse elezioni di sei anni fa con oltre 40mila preferenze. Dall’altro il centrodestra che ha ritrovato compattezza dopo la frammentata presenza di sei anni fa ma non è riuscito a risalire la china con Sabino Napolitano che entrerà in consiglio comunale ma si ferma al 22,91% con circa 12500 preferenze. E l’ampio margine di vantaggio per Giovanna Bruno prospetta anche un ampio vantaggio in consiglio comunale dove il premio di maggioranza sarà il massimo possibile con 24 seggi attribuiti alla sua coalizione formatasi nel cosiddetto “campo largo”. All’opposizione saranno assegnati 8 seggi compreso quello del candidato sconfitto. Sono 7 i seggi attribuiti al PD che diventa il primo partito in città superando il 21% delle preferenze. Sei invece quelli per la lista Bruno Sindaco, 4 per Andria Lab 3 e poi Per ABC con 3 seggi, Progetto Andria 2 ed uno a testa per Movimento 5 Stelle e Azione. Nella maggioranza il più suffragato è risultato esser Cesare Troia vicesindaco uscente con oltre 1600 preferenze, seguono altri due volti dell’amministrazione uscente e cioè Mario Loconte e Daniela Di Bari. Dall’altro lato, invece, nel centrodestra sale Fratelli d’Italia che sfiora il 10% ed elegge 3 consiglieri mentre 2 seggi per Forza Italia ed uno a testa per Andria Fatti Grande e Lega. Più suffragato con oltre 1000 preferenze è Nicola Civita mentre a seguire ci sono Tano Scamarcio e Luigi Del Giudice. In attesa della formazione della Giunta con il conseguente ingresso di nuovi consiglieri, nell’attuale assise comunale saranno 9 le donne oltre la Sindaca in leggera crescita rispetto alla scorsa consiliatura.



































