
Dalla fiction alla realtà: è stato fermato e poi arrestato senza applicazione di misure cautelari, l’attore andriese Marco Montingelli a Roma, dove vive da diverso tempo, dopo un inseguimento con le forze dell’ordine avvenuto nella notte tra il 17 ed il 18 maggio.
Stando alle prime ricostruzioni dell’accaduto, rese note dal giornale romano Il Messaggero e riprese dalle principali testate nazionali, tutto sarebbe iniziato quando, attorno all’una di notte, il 35enne andriese avrebbe superato a tutta velocità una pattuglia dei carabinieri con una Toyota Yaris nera, sfrecciando a zig zag tra le autovetture in circolazione. Da lì sarebbe partito un inseguimento durato circa venti minuti per le strade del Lungotevere. Dopo alcuni chilometri, il 35enne alla guida avrebbe finalmente interrotto la corsa all’altezza di piazzale delle Belle Arti, poiché costretto a fermarsi per evitare uno scontro con un’altra auto.
Inoltre, il giovane attore dopo l’inseguimento si sarebbe rifiutato di spegnere la macchina e scendere dall’auto ed un agente sarebbe rimasto ferito lievemente nel tentativo di aprire forzosamente la portiera.
Nella concitazione del momento, l’uomo avrebbe rivolto ai militari presenti frasi del tipo“Voi non sapete chi sono io. Sono il nipote di Matteo Salvini, conosco Piantedosi. Vi faccio licenziare”. L’accaduto è terminato con la convalida di arresto da parte del giudice ma senza l’applicazione di misure cautelari, dopo il processo per direttissima a Marco Montingelli, figlio del noto giornalista RAI Saverio Montingelli.
Una vicenda dalle tinte cinematografiche, tra l’ambientazione sul Tevere, inseguimenti da action movie e virgolettati in stile Marchese del grillo, ma, purtroppo, ben lontana dalla finzione di un set di Cinecittà.




































