Dovrebbe esser completato nei prossimi giorni l’intervento partito sabato mattina di abbattimento del rudere che da oltre 50 anni blocca lo sbocco di via Quinto Ennio su via Trani ad Andria. Una storia che affonda le sue radici negli anni ’70 e che dopo il definitivo passaggio di proprietà dai diversi eredi al comune di Andria circa un mese fa, vedrà ora una sua conclusione. Stanziati infatti dall’ente 50mila euro per consentire di abbattere il rudere infestato da sporcizia, incuria ed a rischio crollo, per poi realizzare l’ultimo pezzo di collegamento tra le due strade bloccato proprio dalla presenza di quel caseggiato. Stamattina ruspe al lavoro mentre sabato c’è stata una prima azione di pulizia.

Quella dell’abbattimento di quel rudere è già tutt’altro che una ipotesi da esattamente 52 anni quando fu approvato un piano di lottizzazione in quell’area che tuttavia non ricomprendeva proprio quella particella. Una successiva causa civile intentata dagli allora proprietari bloccò tutto l’iter. Di abbattimento se n’è poi parlato nuovamente nel 2013, in occasione di una riunione della Giunta comunale di allora che approvò il progetto che prevedeva l’abbattimento del rudere e la successiva sistemazione della strada di via Quinto Ennio, la quale sarebbe diventata a tutti gli effetti un’arteria di sbocco su via Trani così come previsto sin dagli anni ‘70. Ma anche in questo caso poi l’iter si è sostanzialmente arenato.

Poi l’atto notarile degli scorsi giorni dopo una breve interlocuzione formale tra i proprietari e l’ente a seguito dell’ordinanza sindacale di inizio dicembre scorso che intimava la messa in sicurezza e la pulizia del fabbricato totalmente abbandonato da molti anni. Una situazione che i residenti dell’area e le attività commerciali vicine hanno più volte denunciato anche attraverso i nostri servizi.