Raffaele Losappio, avvocato penalista, non ha ancora concluso il suo percorso politico al servizio della comunità. Ma anzi, il meglio deve ancora venire. Parola del penalista andriese che nell’ultima amministrazione guidata da Giovanna Bruno è stato consigliere comunale di Andria Bene in Comune, eletto nella massima assise cittadina nell’autunno del 2020. In questi anni è stato a lungo presidente della I Commissione consiliare, una delle più importanti e determinanti della macchina amministrativa. Probabilmente anche tra i più presenti in aula in ogni convocazione. Losappio, che quest’anno compirà 40 anni, si è ricandidato in modo convinto e consapevole. Il suo nome è nella lista del Partito Democratico, sempre a sostegno del centrosinistra e della candidata sindaca Giovanna Bruno.

«La scelta di collocarmi all’interno del Partito Democratico è una diretta conseguenza di quello che è stato il patto federativo fra Andria Bene in Comune e PD – ha spiegato Losappio -. Un patto di condivisione dei valori, politico, ma non solo. Abbiamo iniziato un percorso amministrativo anche sinergico tra i gruppi consiliari e i nostri assessori. Questo ci ha portato poi, sostanzialmente, ad una sorta di evoluzione di quella che era un’esperienza di carattere civico ad un partito strutturato. Io, personalmente, condivido i valori del PD e il progetto politico. Da qui la scelta consapevole di inserirmi in maniera convinta tra i dem e sempre a sostegno e in sinergia con Giovanna Bruno».

Il candidato al consiglio comunale alle prossime amministrative del 24 e 25 maggio ha voluto sottolineare il motivo per cui ha scelto di sostenere ancora una volta la sindaca uscente Bruno. «Ritengo che in questi cinque anni (ormai sei) di primo mandato, è stato fatto un lavoro importante – ha proseguito Losappio -. Abbiamo trovato una situazione molto difficile da gestire. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo passato i primi anni a ricostruire la città. Ricostruire non soltanto sul piano economico (la questione è nota con i 90 milioni di debiti pian piano risanati) perché quello che le opposizioni fanno finta di non capire è che la ricostruzione è passata anche da un percorso di risocializzazione. Abbiamo ricostruito una comunità cittadina – ha sottolineato il candidato al consiglio comunale – risvegliandola anche sul piano culturale pur non avendo soldi. 13.200 euro è stato il budget annuale per la cultura a bilancio. Nonostante ciò, abbiamo ricreato una coesione sociale e la città ha iniziato a remare tutta nella stessa direzione, cosa che prima non succedeva».

Raffaele Losappio ripercorre le tappe più importanti della sua prima esperienza amministrativa. «Partendo dal rilancio sociale – ha proseguito il candidato – siamo riusciti a recuperare tantissimi finanziamenti, a muovere l’economia, e abbiamo realizzato delle opere. Cose che non succedevano da vent’anni ad Andria. Abbiamo rimesso in moto con grande fatica l’asilo comunale, per fare un esempio. Ma anche il lavoro fatto tra PNRR e PINQUA, due concetti diversi perché i PINQUA erano un finanziamento ministeriale, una delle prime azioni di questa amministrazione subito dopo l’insediamento. Abbiamo recuperato 45 milioni di finanziamenti dal ministero per l’abitare sostenibile che poi si sono trasformati in finanziamenti PNRR. E’ stato un percorso di ricucitura della città – ha aggiunto Losappio – tracciato dall’interramento ferroviario. Quel progetto lo abbiamo ereditato, è vero, ma lo abbiamo migliorato ad esempio raddoppiando le tombature rispetto a quelle previste inizialmente. Abbiamo cercato di adeguare il più possibile i limiti di un progetto che non era di competenza comunale».

Il candidato al consiglio comunale di Andria per il PD ricorda infine il lavoro fatto sulle opere pubbliche, come ad esempio la ristrutturazione di Palazzo Ducale. E poi ancora il miglioramento della vita di comunità che passa per lo sviluppo dell’economia. «Gli effetti del nuovo regolamento della zona PIP saranno notevoli per l’insediamento produttivo e li vedremo meglio fra un paio di anni – ha spiegato -. Penso anche al regolamento sull’amministrazione condivisa, cioè al fatto che il cittadino si può prendere cura di un bene pubblico in maniera istituzionalizzata. Ai temi dell’urbanistica con le NTA (Norme Tecniche di Attuazione) e la digitalizzazione delle tavole. Tutta una serie di provvedimenti che oggi magari non indicano nulla, ma che hanno messo le basi per lo sviluppo anche sul piano socio-economico della città», ha concluso Losappio.