Docente di diritto ed economia nella scuola secondaria, sindacalista, alle spalle già una esperienza amministrativa e tanta voglia di rimettersi in gioco per mettere a disposizione le sue competenze in un contesto mutato ma in cui i giovani cercano voce, spazio ed iniziative. E’ il mantra che accompagna la candidatura di Giovanna Bruno al consiglio comunale di Andria nella lista Andria Fatti Grande a sostegno di Sabino Napolitano che corre per la carica di sindaco del centrodestra nella prossima tornata elettorale del 24 e 25 maggio.

«Ho ripreso il filo di un discorso che si era interrotto tempo fa – spiega Giovanna Bruno – sono stata già consigliere, presidente di commissione, assessore nel centrodestra. Ho mantenuto salda la barra dritta, coerente, ferma al mio posto. Ho delle idee maturate in base alla mia formazione scolastica, professionale, di studi e continuerò su questo piano. Ho deciso di ricandidarmi con Sabino Napolitano perché credo nella persona, una persona seria nella quale mi identifico, una persona che mette a disposizione del territorio e della città, della comunità che noi amiamo tanto, le sue competenze. Quindi in questo caso non è la politica asservita alle competenze, ma sono le competenze al servizio della politica».

Cosa porta della precedente esperienza amministrativa Giovanna Bruno lo spiega in modo molto chiaro considerando la sua esperienza maturata tra i giovani della scuola ed a contatto costante con le necessità dei ragazzi.

«Abbiamo puntato tantissimo sulla valorizzazione della cultura, del centro storico, delle attività giovanili. Si svolgevano tantissime politiche giovanili, tantissimo ascolto delle nuove generazioni, perché una città non può basarsi soltanto sull’edilizia, sulle strade, sulle strutture – dice ancora Giovanna Bruno – E’ molto importante dare valore alle persone, ma soprattutto al cittadino del domani, che va coltivato a partire dalle scuole, nell’ambito e nella contestualità del territorio. Io di fatto ho tanta esperienza con i giovani, sono molto presente con loro, ed è proprio questo che io voglio potenziare. L’ascolto, un forum giovani che non è attivo, un’attività di orientamento dei ragazzi in uscita dalle scuole, soprattutto nel campo lavorativo. Andria ha perso tantissime attività commerciali. Il centro storico è morto, Piazza Catuma è buia, non ci sono attività commerciali per i ragazzi. Per cui è giusto che si trovino, che si coopitino, fondi per far sì che si possa ripartire. Difatti Andria si fa grande. E’ giusto che si faccia grande o che si faccia anche forte. Ne ha bisogno».

E tra i temi base della sua campagna elettorale, a proposito di giovani, non può che esserci anche lo sport su cui bisognerà lavorare tanto e meglio soprattutto con uno sguardo diretto all’impiantistica sportiva a partire dalla piscina comunale.

«Sport e comunità, soprattutto la ripresa della piscina comunale, cercare di capire qual è l’impasse che impedisce alla piscina comunale di essere rimessa in attività. Forse non ci sono degli elementi che vanno studiati a tavolino, concertati, ma non posso io dire da semplice candidata di poter fare miracoli. Sicuramente sono lavori che si realizzano in sede di associazioni, di concertazioni con le forze consiliari, di cui mi farò portavoce, dando voce anche alle esigenze dei cittadini. Questa è la cosa fondamentale».

La città di Andria, secondo Giovanna Bruno, deve ritrovare il suo spirito di comunità. «So quali sono le istanze dei giovani. Io ho nove classi, un popolo in cammino, per cui i giovani chiedono che ci sia qualcosa. Professoressa, mi dicono, noi abbiamo bisogno di ritrovare il piacere di stare nella nostra città. Comunità, centri di aggregazione, punti di ascolto, come ci orienta verso il lavoro. Io l’ho fatto, chi mi conosce sa, ma non con la strategia della politica, con la strategia dello studio e anche delle rappresentanze dei sindacali. Sono una dirigente sindacale, per cui spendo le mie esperienze a disposizione della collettività, perché amo molto i giovani. Sono una mamma, quindi».

Si parla tanto anche di salute, cultura e servizi. Proprio sulla salute c’è da registrare ancora l’impasse sul nuovo ospedale di Andria: «Speriamo che effettivamente si giunga a una chiave di volta di questo benedetto ospedale, di cui si parlava già nei tempi di Giorgino. Se ne parla ancora ora, sono passati 5 più un altro anno 6, siamo ancora 0 a 0. Palla al centro, possiamo dire. Cercheremo anche di sollecitare che si vada in maggioranza e in opposizione poco conta. Saremo una forza consigliare unica, un organo collegiale, le soluzioni si dovranno trovare di concerto. Non sarò un’anima sola, se Dio vorrà e se la gente mi accorderà fiducia».

E poi un tema su cui già la campagna elettorale è entrata nel vivo da ambo le parti in campo. E cioè la sicurezza.

«La sicurezza sta venendo a mancare sotto tutti i punti di vista. Parliamo prima di tutto di ciò che succede nel centro storico, che è sede di situazioni poco piacevoli. C’è stato un accoltellamento, ci sono delle risse che vengono evitate, c’è distribuzione esagerata di alcol, non c’è controllo. Dopo una certa ora i ragazzi sono lasciati un po’ in balia di se stessi. Io abito in viale Venezia Giulia, le macchine sfrecciano, c’è da impaurirsi. Sono al terzo piano, vedo una gara di velocità fra le macchine. Bisognerebbe potenziare, più che le multe, i controlli. Bisognerebbe mobilitare il personale che sia meno in scrivania e più sulla strada. Le risorse ci sono, sono arrivati a pioggia. Quando ho lavorato io nell’amministrazione ci siamo autotassati in toto. Invece ora, con il piano di resilienza, i Pinqua, e tutto quanto possono servire a una città per crescere, per migliorare, per farla grande, ci sono tutti i presupposti. Ci sarà una bagarre lecita, giusta, e ben venga il sindaco che sappia intercettare, cooptare e soprattutto utilizzare i fondi nell’interesse della collettività».

Perché votare Giovanna Bruno? «Perchè ho molte qualità, tanti anni di esperienza nel mondo scolastico, ho maturato una buona esperienza nel campo amministrativo. Non è vero come molti dicono che come opposizione in questi anni siamo stati a dormire. Assolutamente no. Ho fatto diverse campagne elettorali per la Lega, per Forza Italia, e naturalmente non siamo stati a dormire. Abbiamo lavorato per creare un centrodestra unito e si spera che effettivamente l’unione possa portare alla forza».

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