Bustoni, cartoni, bottiglie: è questo il triste scenario in cui ci s’imbatte passeggiando per il centro storico di Andria. Lì dove una volta c’erano le botteghe degli artigiani che racchiudevano l’anima più antica della città, oggi, spesso, si trovano spazzatura lasciata ai bordi dei marciapiedi, deiezioni canine, mozziconi di sigarette ed erbacce.
Tra i luoghi centrali maggiormente interessati al fenomeno c’è Palazzo Ducale, oggi cantiere per via dei lavori di ristrutturazione, dove, tra un’impalcatura e l’altra si possono trovare veri e propri cumuli di rifiuti a costeggiare la storica costruzione cinquecentesca.
Ma i problemi più consistenti si riscontrano nelle viuzze del centro storico, soprattutto dove alcune abitazioni abbandonate sono divenute nel tempo, ricettacolo di rifiuti di ogni genere nel malcontento generale di chi ci vive e vorrebbe sentirsi al sicuro nel proprio quartiere.
Sono gli stessi cittadini, dunque, a segnalare con frequenza, ormai stanchi, lo stato di degrado del vecchio centro città: dichiarano di sentirsi abbandonati, perché, secondo loro, oltre all’inciviltà di alcuni residenti e passanti, mancano servizi più incisivi di vigilanza e di pulizia quotidiana, ma anche di messa in sicurezza delle strade, spesso danneggiate e pericolose.
Infatti, oltre ai numerosi rifiuti che affollano zone come Largo Grotte, Piazza Toniolo e le stradine circostanti l’Officina San Domenico, un’altra problematica riguarda alcune basole venute vie, malgrado i recenti lavori di rifacimento, in via Antonio Giannotti, zona Fravina, che rappresentano un serio rischio per la sicurezza.
Un problema, quello dell’incuria del centro storico che, negli anni, continua a ripresentarsi, danneggiando non solo i cittadini ma anche il turismo: un’occasione persa per valorizzare il patrimonio urbano antico, ricco di chiese e luoghi storici, nonché b&b, che richiamano viaggiatori i quali, spesso, si trovano faccia a faccia con sorprese poco piacevoli.
Il servizio a cura di Damiana Civita.



































