Sembra una vera e propria tela di Penelope, il celebre stratagemma narrato nell’Odissea ed ideato proprio da Penelope moglie di Ulisse per non arrivare alle nuove nozze. Durante il giorno tesseva la tela che di notte poi disfaceva. Concludere quel lenzuolo funebre avrebbe rappresentato il momento in cui avrebbe dovuto scegliere il suo pretendente vista l’assenza prolungata di Ulisse da Itaca. E’ una storia che al giorno d’oggi si può serenamente riportare al nuovo ospedale di Andria. Una struttura immaginata, annusata, assaporata, per cui tutti sembrano impegnarsi, ma che mette sempre un’asticella più in là nel tempo. Un tempo indefinito che nonostante le rassicurazioni non arriva mai. Ed in questi giorni il tema è tornato d’attualità grazie anche all’insediamento della nuova giunta e soprattutto delle nuove commissioni consiliari che rappresentano l’ultimo baluardo di trasparenza su questa annosa vicenda.

Basta ricordare non le vicende degli ultimi cinque anni bensì quelle degli ultimi sei mesi. Ad agosto, infatti, l’ultima commissione regionale che aggiornava sullo stato dell’iter con la consegna da parte dei progettisti della replica a tutti i rilievi mossi dal CAB di Asset che sta verificando tutto l’iter progettuale del nuovo ospedale. Poi ci sarebbe dovuto esser solo un contraddittorio tra progettisti, ASSET ed ASL per chiudere definitivamente il progetto da mettere a bando. Da quel giorno le stime, che già erano slittate svariate volte, parlavano di novembre od al più tardi gennaio per la pubblicazione del bando dei lavori. Ma nelle scorse ore un incontro specifico in Regione con il neo assessore alla sanità Pentassuglia ed il Sindaco Bruno ha spostato nuovamente più in là il termine per la pubblicazione del bando. Dalle note ufficiali, infatti, si apprende che in sostanza si è ancora fermi al contraddittorio tra le parti per dirimere tutti i profili legati alle osservazioni progettuali.

Questioni tecniche e burocratiche naturalmente che ai più interesseranno marginalmente ma che diventano essenziali se si considera l’inopinato tempo trascorso proprio per queste stesse procedure senza venirne sostanzialmente a capo. Per questa ragione sia la sindaca Bruno che i consiglieri regionali De Santis, Vurchio e Ciliento del PD hanno chiesto l’istituzione di una task force, una sorta di cabina di regia per accelerare queste procedure. Una richiesta in realtà fatta già nel 2024 da tutti i sindaci della BAT considerando che la sesta provincia pugliese continua a scontare una carenza di posti letto ed un diritto alla salute decisamente inferiore agli altri territori regionali. All’epoca tranne qualche parola di circostanza, tuttavia, passò ancora del tempo prima che si prendessero nuovamente le redini in mano della situazione. Ora i soldi di Governo e Regione ci sono (grazie all’accordo sottoscritto in via definitiva ad ottobre scorso) e dovrebbero esser sufficienti per lavori e attrezzaggio di un ospedale di II livello da 400 posti letto. Ma il tempo scorre perchè l’accordo per i soldi non è perenne basti pensare che al Policlinico Riuniti di Foggia, il progetto di abbattere e ricostruire il cosiddetto monoblocco, finanziato nello stesso momento del nuovo ospedale di Andria, ha già un aggiudicatario per i lavori. La tela di Penelope, insomma, continua di giorno a tessere e di notte a disfare il lenzuolo del nuovo ospedale di Andria.