Non solo la storia ma anche la musica per tenere viva la memoria, soprattutto nelle generazioni più giovani. La musica si fa luce di speranza, la memoria si trasforma in responsabilità collettiva, i libri custodiscono la storia, affinché ciò che è stato vissuto, scritto e suonato non venga mai dimenticato. “Storia e memoria. Per un nuovo Umanesimo musicale”, è stato l’ultimo evento della rassegna che ha celebrato la Giornata della Memoria ad Andria. Nella biblioteca comunale “Giuseppe Ceci” è intervenuto il pianista e compositore, Francesco Lotoro.<br>Da più di trent’anni Francesco Lotoro recupera la musica scritta nei campi di concentramento e nei luoghi di cattività civile e militare tra il 1933, anno dell’apertura del Lager di Dachau, e il 1953, anno della morte di Stalin e graduale liberazione degli ultimi prigionieri di guerra detenuti nei Gulag sovietici. Un instancabile lavoro di recupero, studio, revisione, esecuzione e registrazione ha portato alla costruzione di un archivio di ottomila opere di musica concentrazionaria, diecimila documenti di produzione musicale nei campi e tremila pubblicazioni universitarie, saggi di musica concentrazionaria e trattati musicali prodotti nei campi. Un viaggio nella musica e nella storia che svela un modo nuovo di raccontare i capitoli più bui del Novecento. Ma non basta certamente solo la giornata della memoria.

E quando si parla di storia e memoria, la biblioteca comunale è il luogo vitale che trasforma la conservazione del passato in un’opportunità di crescita, per il presente e il futuro. E’ più che mai importante il dovere di ricordare per non dimenticare, per tener vivo ciò che realmente è stato l’Olocausto, e per impedire che quell’orrore si ripeta.

Aldo Losito