Un episodio emblematico ha messo in luce le difficoltà di accesso a uno dei siti UNESCO più importanti della Puglia. Due turisti polacchi, Paul ed Elisabeth, hanno rischiato di rinunciare alla visita di Castel del Monte a causa dei problemi di trasporto pubblico e della mancanza di punti vendita per i biglietti.

La vicenda è stata raccontata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Grazia Di Bari, che si è trovata casualmente coinvolta mentre si trovava in un bar del centro di Andria. «Il titolare del locale mi ha chiamata perché non riusciva a capire cosa volessero due persone con zaini sulle spalle», racconta la consigliera andriese.

I due viaggiatori polacchi mostravano sul telefono l’immagine della caratteristica sagoma ottagonale del castello federiciano, cercando informazioni per raggiungerlo. La consigliera si è immediatamente attivata per aiutarli, ma ha scoperto una realtà scoraggiante: solo due autobus al giorno, alle nove e alle quattordici, per collegare la città al sito UNESCO.

«Erano quasi le undici, il primo autobus era già partito e per il secondo c’erano poche speranze», spiega Di Bari. La ricerca dei biglietti si è rivelata ancora più complicata: non era possibile acquistarli da nessuna parte, nemmeno alla stazione di Andria Sud.

L’unica alternativa proposta ai turisti è stata il taxi, con un costo di sessanta euro. Paul ed Elisabeth si sono consultati in silenzio, ma alla fine lui ha scosso la testa mentre lei ha reagito con un sorriso amaro che «assomigliava più a un pazienza che a un ringraziamento».

Solo grazie all’intervento personale della consigliera, che è riuscita a contattare un autista di linea, i due polacchi hanno potuto ottenere i biglietti per visitare il castello. «Paul mi ha stretto la mano, Elisabeth mi ha abbracciata, ma io mi sono sentita piccola e con una grande frustrazione», confessa Di Bari.

L’episodio ha suscitato l’indignazione della consigliera regionale, che ha collegato il caso alle difficoltà strutturali del turismo pugliese. «Penso ai fondi che ho lottato per destinare alle città in cui risiedono i beni UNESCO e alle frasi rassicuranti udite in commissione: tutto sotto controllo, noi abbiamo fatto quello che dovevamo. Davvero?», si chiede polemicamente.

«Davanti a me avevo due persone che avevano attraversato mezza Europa e che ora, per un biglietto introvabile, rischiavano di rinunciare al nostro gioiello UNESCO», sottolinea Di Bari, annunciando la sua intenzione di continuare a battersi per risolvere questi problemi.

La consigliera conclude con un appello agli enti competenti: «Continuerò a richiamare con forza la necessità di risolvere i problemi reali e quotidiani che oggi si finge di non vedere, perché ogni visitatore possa vivere davvero l’esperienza di visitare Castel del Monte».