Gli spazi che abitiamo sono concepiti per chi li abita, eppure non sempre luoghi umani e urbani dialogano tra loro. A volte la ‘conversazione’ si interrompe o è disturbata e il corto circuito che si genera causa un distacco tra spazio e persone.

Il distacco è un distanziamento che va in direzione di una disaffezione. Chi vive il luogo non vi si riconosce più e lo trascura, attivando un circolo vizioso che porta al depauperamento degli spazi e, di conseguenza, delle condizioni di chi li abita. L’onda d’urto di tale fenomeno si propaga fino a un’alterazione delle relazioni tra uomini e tra uomo e ambiente.

Diventa, in tal caso, un’urgenza ricreare le connessioni deteriorate e ripristinarle, affinché l’uomo riconosca e si riconosca nel proprio spazio e che questo sia all’uomo funzionale e non puramente di contorno o accessorio.

Le mappe urbane vanno ridisegnate specularmente a quelle umane, i luoghi chiedono di essere attraversati, ridefiniti, letti, raccontati, fatti propri e restituiti attraverso una scomposizione dei piani, non solo architettonici ma soprattutto emotivi e sociali.

Obiettivi del progetto e svolgimento
Tenendo conto del bisogno emerso dalla premessa, il percorso laboratoriale Attraversamenti_esplorazioni umane e urbane condotto dall’attore Franco Ferrante e da Lidia Bucci, con i cittadini partecipanti, nello spazio urbano della città di Andria, nel solco degli obiettivi indicati dal progetto sociale e culturale Persone al centro e della programmazione di lunga gittata degli eventi del Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria, ha utilizzato il linguaggio teatrale per attraversare, appunto, lo spazio e le sue storie fatte dagli uomini.

Conversazioni, aneddoti, racconti, storie personali, ricordi, esperienze condivise, testi letterari, tracce musicali, idee, conoscenze, bagagli di idee di ogni singolo partecipante attivo del percorso laboratoriale svoltosi nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2022 presso la Biblioteca Comunale ‘G. Ceci’ di Andria, hanno costituito spunti di ‘riletture’ del conteso urbano e architettonico della città, secondo diversi piani di osservazione e differenti unti di vista.

L’identità, l’appartenenza, la superficie, la costruzione e la decostruzione sono stati i check-point, punti fermi sulla mappa del percorso di avvicinamento verso il lavoro di restituzione finale.

A tenere insieme tutto questo materiale umano ed emotivo, un testo letterario alto che – scelto e condiviso – ha fatto da linea guida e da mood narrativo: The road-La strada, un romanzo postapocalittico dello scrittore statunitense Cormac McCarthy pubblicato nel 2006 e vincitore del James Tait Black Memorial Prize per la narrativa nel 2006 e del il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007.

Sulla scia mcaccarthiana, gli incontri laboratoriali hanno permesso di produrre un testo originale e condiviso, costituito da sette capitoli. Un atto unico il cui valore creativo riecheggia nel numero stesso della suddivisione della narrazione. Il tutto per rivedere la città, per rileggerla, per darle una nuova possibilità: essere testimoni, promotori e costruttori della rinascita di un corpo come quello urbano preso in considerazione.

Restituzione
Gli ideatori del percorso, in accordo con i partecipanti hanno scelto di non ingabbiare il lavoro di restituzione finale in una performance in forma di messa in scena nel senso stretto del termine, quanto piuttosto in una sua messa in moto. È stata, infatti, sempre intenzione di Franco Ferrante e di Lidia Bucci – intenzione accettata e condivisa dai partecipanti – quella di non chiudere il lavoro in maniera selettiva affidandolo esclusivamente a chi avesse preso parte al progetto e facendo del pubblico un semplice spettatore-fruitore. Al contrario, hanno voluto aprire i lavori di questi due mesi in una modalità inclusiva a tutta la cittadinanza, raggiungendola in una platea estesa e diffusa.
L’idea si è tradotta concretamente nella scelta di registrare i testi scritti da e con i partecipanti in un’unica traccia audio che sarà poi donata e, appunto, restituita alla città, attraverso l’amplificazione degli altoparlanti di un’autovettura che attraverserà, per cinque giorni, tutti i quartieri della città di Andria andando a intercettare e a sorprendere il pubblico – apparentemente inconsapevole – in un modo straordinario ma in un tempo ordinario quale quello delle singole quotidianità personali e lavorative di ogni persona, sia essa abitante o visitatore della città.

I testi sono stati letti da Franco Ferrante e dai partecipanti e, registrati e mixati presso Frumstudio recording di Andria, dal batterista e sound engineer Francesco Dettole, con la supervisione di Lidia Bucci. Gli stessi testi saranno divulgati attraverso l’autovettura attrezzata con impianto di amplificazione e diffusione di Antonio Miracapillo che, come un Caronte urbano, traghetterà anime in forma di voci e di racconti attraverso le strade della città, coinvolgendo in maniera del tutto inaspettata, imprevedibile ma discreta ogni persona in un momento qualsiasi di una normale giornata come tante altre, facendo di un frangente tipico, un evento topico, se pur breve, evanescente ed effimero: il qui e ora dell’azione teatrale, nella sua più totale irripetibilità, declinato nella vita di tutti i giorni, la finzione come lente di ingrandimento sulla realtà.

Un attraversamento a tutto tondo sia reale, concreto, visibile che ideale in quanto legato alle idee, un attraversamento umano e urbano in senso alto e in senso lato. I due piani interpretativi accostati rendono il quadro e l’ambito di analisi più completo e quindi più chiaro, più leggibile, tanto in superficie quanto in altezza e in profondità. Rispecchiando esattamente lo sviluppo tridimensionale di un contesto architettonico urbanistico abitato tanto da corpi, quanto da anime.

Un modo per interpretare diversamente un luogo e la sua storia intrecciandoli entrambi alle storie delle persone, sia come individui che come comunità.

La riconnessione della comunicazione tra luoghi e uomini diventa un approccio, come punto di partenza e non di arrivo, per riappropriarsi di uno spazio. Perché è dal senso d’appartenenza che ha origine l’idea di cura, di tutela e di custodia di un luogo che, definendosi e identificandosi, definisce e identifica i suoi abitanti. L’identità stratificata diventa poi una storia da preservare e tramandare: piccoli tasselli per fare di una strada un quartiere, di un quartiere una città e di una città una comunità che conosce il proprio centro, il proprio nucleo fondante e su quello e da quello si espande senza rinnegarsi, senza tradirsi e riconoscendosi anche nelle fasi costruttive successive, tanto umane quanto urbane.

Un valore aggiunto, quello identitario, che diventa un tessuto connettivo vivo e attivo capace di ricucirsi laddove ferito e di reinventarsi mettendo al centro sempre le persone: persone che fanno i luoghi che fanno le persone. Un circolo virtuoso e pertanto costruttivo, edificante a partire dai limiti non per subirli ma per compensarli.

L’evento
L’attraversamento in auto di queste voci e di questi testi interesserà le strade della città di Andria a partire da venerdì 25 novembre sino a martedì 29 novembre. Gli ideatori e curatori del progetto saranno ben lieti di accogliere eventuali testimonianze di questi attraversamenti da parte di chiunque volesse in maniera spontanea e volontaria condividerli e commentarli con una foto, un post, un video utilizzando l’hashtag #theroadAndria2022.
La presentazione dell’iniziativa si terrà in una conferenza stampa aperta agli addetti a i lavori e a tutti i cittadini e ai curiosi nel pomeriggio di giovedì 24 novembre alle ore 17 presso la Biblioteca comuanle ‘G. Ceci’ di Andria.

Interverranno i partecipanti del laboratorio, gli ideatori del progetto, l’attore Franco Ferrante e Lidia Bucci, l’Assessore alla Bellezza della Città di Andria, Daniela di Bari e i responsabili dell’organizzazione del Festival Internazionale Castel dei Mondi.