Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Fratelli d’Italia Andria, coordinatore cittadino Flavio Civita:

«La campagna elettorale è ormai terminata ed i risultati sono stati lampanti. Notiamo, tuttavia, che il silenzio elettorale ha contagiato l’amministrazione di centrosinistra, visto che ad oggi nessuna presa di posizione è intervenuta sulla discutibile nomina del nuovo amministratore della Andria Multiservice.

Forse tacere è il male minore. Sempre meglio di dire cose inopportune. Soprattutto se le frizioni interne alla maggioranza iniziano a conclamarsi (vedi commissioni consiliari che iniziano ad andare deserte, pubbliche accuse e screzi sui social).

Ma la nostra attenzione non si è assopita. Attendiamo, anche se oramai con scarso ottimismo, qualche cenno circa la regolarità e l’opportunità della nomina ad amministratore della municipalizzata andriese del mandatario elettorale del candidato Zinni.

Attendiamo, sempre con un ottimismo ridotto al lumicino, che sui dipendenti della Publiparking e sul loro futuro si faccia chiarezza. In un momento storico come questo e con la crisi dei bilanci familiari alle porte, è impensabile l’idea di abbandonare al loro destino i lavoratori e le loro famiglie. Mesi e mesi di silenzio e di “non decisioni”, come se girare la testa dall’altra parte sia la soluzione ad ogni problema della città. Non è bastata una delibera di indirizzo del Consiglio Comunale a smuovere le acque di questa vicenda ormai annosa. Eppure il piano industriale proposto dalla Multiservice prevede introiti, peraltro sottostimati rispetto alla gestione Publiparking, che con serenità consentirebbero di assorbire le risorse umane della ex concessionaria. Ma come al solito, tutto tace. E l’ora “X” si avvicina.

Infine, ma non per questo meno importante, rileviamo un tentativo di interesse sulla questione “caro energia”. Nelle intenzioni del centrosinistra andriese, le serate a lume di candela nei ristoranti riusciranno a far comprendere ai cittadini che stiamo vivendo una gravissima crisi energetica ed economico-finanziaria. Come se non ce ne fossimo accorti. Come se nelle case, negli uffici, nei negozi già da mesi le illuminazioni e i consumi non fossero già stati ridotti allo stretto necessario, spegnendo insegne, riducendo le ore di illuminazione artificiale, modificando l’alimentazione dei macchinari da elettrica a gas (per quello a cui può servire!). La violenza dell’impatto finanziario del caro energia ha già travolto attività e famiglie, molte delle quali ormai allo stremo se non già collassate.

Ai ristoratori aderenti alla manifestazione rivolgiamo quotidianamente il nostro ascolto e la nostra solidarietà, ma la sensibilizzazione di cui parla l’amministrazione comunale andava rivolta al governo uscente che da oltre un anno ignora la gravità di tali fenomeni e del loro impatto sugli equilibri finanziari di imprese e famiglie e, soprattutto, dovrebbe incanalarsi in soluzioni concrete che consentano una drastica riduzione del costo dell’energia elettrica (come le comunità energetiche o la revisione degli strumenti urbanistici e autorizzativi per facilitare la produzione di energie rinnovabili).

Al di là del paese delle meraviglie in cui qualcuno forse è convinto di vivere, la città ha bisogno di scelte ed indirizzi forti e strutturati. Altrimenti del buono che c’era, non resterà che cenere».