Quattro anni di silenzi, di udienze e di atti processuali. Quattro anni ed un dolore rimasto sempre vivo, come una ferita profonda che non riesce a rimarginarsi. Quattro anni, tanti ne sono passati da quel drammatico 12 luglio 2016, quando sogni, speranze e futuro di 23 persone sono rimasti tra le lamiere accartocciate di due treni della Ferrotramviaria, finiti l’uno contro l’altro tra le stazioni di Andria e Corato.

Una tragedia che ha scosso un’intera comunità, la stessa che da quel giorno, ogni 12 luglio, piange i suoi cari che non ci sono più. È accaduto anche quest’anno, in occasione del quarto anniversario dello schianto: un ricordo in due tappe. La prima, sabato sera, nel cortile dell’oratorio Salesiano, dove è stata celebrata la Santa Messa in ricordo delle vittime del disastro ferroviario, presieduta dal vescovo della Diocesi di Andria, Monsignor Luigi Mansi.

Ieri mattina, il secondo momento di commemorazione, quando come ogni anno, da quattro anni a questa parte, i familiari delle vittime della tragedia, si sono dati appuntamento nel punto dove è avvenuto lo scontro tra i due treni. Una corona di fiori poggiata sui binari, preghiere e lacrime, per un dolore che non è mai passato, proprio come la voglia di giustizia di quanti da qual giorno vivono nel ricordo di chi non c’è più.

Il servizio.