Ragazza picchiata in strada, il 29enne resta in carcere: il giudice convalida l’arresto

Decisione del gip del Tribunale di Trani. Accusa di violenza privata, minacce aggravate, lesioni personali ed atti persecutori

Resterà in carcere in 29enne andriese Alessandro Vurchio, l’autore del pestaggio ai danni della sua fidanzata, una giovane di 19 anni, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, nei pressi dell’ospedale “Bonomo”. Così ha deciso il gip del Tribunale di Trani, Raffaele Morelli, che ha convalidato il fermo nei confronti del ragazzo, arrestato dalla Polizia il giorno dopo la brutale aggressione e adesso richiuso nella casa circondariale di Trani. Fondamentale per la sua identificazione è stato il filmato registrato con un telefonino da un residente della zona, che ha immortalato le cruente fasi del pestaggio. Il video è stato poi pubblicato in rete, diventando virale nel giro di poche ore.

Una sequenza da film dell’orrore, in cui si vede l’aggressore colpire a più riprese la giovane: prima calci, poi schiaffi al volto, poi ancora calci. Infine le minacce di morte. Unica testimone, oltre alla videocamera dello smartphone, un’amica della 19enne, impotente di fronte alla bestialità del ragazzo. Proprio grazie a quelle immagini agghiaccianti, è stato possibile identificare vittima e carnefice, arrestato nella serata di martedì dagli agenti del Commissariato di Polizia, su disposizione del sostituto procuratore Alessio Marangelli.

La giovane tuttavia non ha denunciato il suo aggressore. “Lo amo troppo” avrebbe riferito a quanti hanno cercato inutilmente di convincerla a farlo. Ma il 29enne, che ha anche precedenti per furto d’auto, in carcere ci è finito lo stesso. È accusato di violenza privata, minacce aggravate, lesioni personali ed atti persecutori. Tra i reati contestati, anche quello di danneggiamento: non è ancora chiaro se prima o dopo il pestaggio, infatti, il ragazzo si è presentato anche sotto casa della madre della fidanzata, pretendendo di parlare con la giovane. In preda alla rabbia, ha preso a calci il portone dell’abitazione con violenza, la stessa che lo ha spinto a massacrare di botte la sua ragazza, senza pietà.