L’ex Assessore Bruno risponde a Di Pilato: «Nessuna campagna elettorale a scuola»

L’ex Assessore Bruno risponde a Di Pilato: «Nessuna campagna elettorale a scuola»

«Giorgino alla Jannuzzi solo per chiarire dubbi sul futuro della struttura»

«Nei giorni scorsi Laura Di Pilato ha diffuso un video in cui accusa l’ex sindaco Nicola Giorgino e Lilla Bruno, dirigente dell’istituto Jannuzzi-Di Donna, di aver portato la campagna elettorale a scuola. La diffamazione infondata è stata scatenata da un incontro con i docenti a cui Nicola Giorgino è stato invitato per chiarire dubbi e incertezze circa il futuro della struttura». Interviene così, in una nota, l’ex Assessore Giovanna Bruno.

«Infatti, ricordiamo che l’amministrazione era riuscita a intercettare fondi destinati alla rigenerazione urbana e con gli stessi aveva avviato il progetto di rifacimento della scuola. Io stessa, prima ancora di ogni incarico politico, mi sono prodigata per questo in virtù dell’importanza che, in quanto docente, riconosco alla scuola. L’ex sindaco ha preso parte all’incontro per rassicurare tutti sul proseguimento del progetto nonostante gli ultimi nefasti avvenimenti politici.

Nessun cenno è stato fatto alle elezioni in quella sede e a confermarlo ci sono tutti i partecipanti; ma questo non ha impedito alla Di Pilato di inveire urlando in un video-selfie improvvisato, forse girato e condiviso in un momento di ingiustificata rabbia, per parlare di “tornaconto”, “interessi personali”. Non sono mancati gli attacchi alla sottoscritta, neppure presente all’incontro, che ha come unica “colpa” quella di essere sorella della dirigente scolastica, nonché di aver deliberato in giunta l’avvio dei lavori di rifacimento della Jannuzzi, approvati all’unanimità.

Non vogliamo rispondere agli insulti con gli insulti, ma non possiamo restare in silenzio dinanzi alla calunnia ingiustificata.

Conosco bene il valore della scuola, un luogo sacro e protetto in cui i nostri figli possono crescere senza interferenza alcuna, e mai penserei diinfangarlo. Al netto dei fatti, bisognerebbe chiedersi chi è che sta strumentalizzando la scuola per i propri interessi politici».