Del Consiglio Comunale di venerdì sera ad Andria resta, per la cronaca, l’approvazione della partecipazione di Andria all’interno dell’Associazione Puglia Imperiale, un organismo che nascerà tra 13 comuni della BAT e della Provincia di Bari, dopo aver risposto ad un bando del Ministero nell’ambito di una progettazione nata con il contributo del Patto Territoriale “Nord Barese Ofantino” al centro di numerose polemiche. Polemiche che non sono mancate anche nel corso della serata per un Consiglio che sarebbe dovuto esser più che una formalità ma che si è trasformato in un nuovo ring pubblico in cui a sfidarsi sono stati maggioranza ed opposizioni, ma anche maggioranza con maggioranza ed opposizioni con opposizioni.

Ma in realtà io, da giornalista che segue assiduamente le sorti dei vari Consigli comunali, ieri sera ho abbandonato l’aula ben prima che si scatenasse tutto quanto accaduto in aula ed alla fredda cronaca preferisco, questa volta, una riflessione ad alta voce. Una riflessione che parte da quello che deve rappresentare la politica stessa per i cittadini e per i “politici”. Ho abbandonato l’aula dopo neanche 10 minuti dall’inizio dell’assise perchè sono rimasto allibito da un episodio accaduto in apertura e che mio malgrado mi ha visto protagonista. Al termine della conta, infatti, la Presidente del Consiglio ha dato via libera all’apertura della seduta per la presenza di 20 consiglieri su 32. Assenti ma in realtà presenti a Palazzo di Città i consiglieri del Movimento 5 Stelle che dopo il via libera alla sessione hanno deciso di entrare e sedersi nei propri scranni.

La più bella notizia della giornata, personalmente e credo per tutto il Consiglio comunale, è stata la presenza di un consigliere di maggioranza, Marco Di Vincenzo, assente da quasi due mesi per un problema di salute particolarmente importante e che lo vede protagonista di una battaglia personale ampiamente vinta. Vinta perchè ieri sera è potuto tornare sugli scranni del Consiglio, vinta perchè la socialità e la riapertura alla vita pubblica sono una prima essenziale concretezza di normalità per il fisico. Vinta perchè era lì e credo che ogni singolo consigliere si sia sentito meno solo e sollevato. Fuori, poi, il contesto politico con la “p” minuscola, le polemiche, le risse ed il ring. Un ring iniziato proprio in quei 10 minuti quando un consigliere di minoranza (volutamente non scrivo ne nome e ne partito di appartenenza perchè qui non è minimamente in discussione l’ideologia), mi si è avvicinato chiedendomi un’intervista per raccontare «la vergogna nel “riesumare” un consigliere che stava poco bene pur di mantenere il numero legale». Ho riflettuto a lungo, direi una nottata intera, se metter per iscritto questo episodio, ma credetemi non ho potuto far finta di nulla perchè io credo fermamente nei valori della politica con la “P” maiuscola, altrimenti non sarei uno di quelli che ama passare le serate in Consiglio comunale.

Ma è un episodio gravissimo perchè il rispetto non deve mai mancare e mai deve prevalicare le persone. Non sono riuscito a star zitto su questa vicenda che mi ha visto mio malgrado protagonista perchè al netto del massimo rispetto di ideologie e battaglie, ieri era un giorno importante per un uomo prima ancora che per un consigliere comunale e dei numeri o del numero legale che ci sarebbe stato o no, credo che avrebbe potuto interessare solo nel consesso dell’aula e non con esternazioni che con l’aula o la politica nulla hanno a che fare. Non ho idea se questo sarà o meno l’ultimo consiglio comunale dell’amministrazione Giorgino, non ho idea se dalla prossima volta non ci sarà più il numero legale e gli attuali amministratori dovranno fare un passo indietro, non ho idea di cosa accadrà perchè in politica, come nella vita, è difficile avere una palla di cristallo. Si possono fare dietrologie, supposizioni e quanto altro, ma non si può e lo ripeto a caratteri cubitali, non si può scegliere di utilizzare anche d’impeto problemi personali per mascherarli in avvenimenti politici. Le esternazioni del consigliere, tra le altre cose, non sono state fatte nel segreto di un racconto tra giornalista e fonte, ma davanti ad altre persone presenti ieri sera in quel contesto. Questo il mio racconto di una sciagurata sera in Consiglio conclusasi per me quasi subito e durata poco oltre. Al consigliere Di Vincenzo tutta la mia personale solidarietà.