«Dopo il nostro intervento sulla tragedia ferroviaria che ha colpito la nostra città e l’intero territorio nord barese, ci sono arrivate due “risposte” molto differenti tra loro nella forma come nella sostanza». Interviene così in un nota la dott.ssa Maria Carbone, responsabile della segreteria del Partito Democratico – Circolo di Andria.
«La prima, del tutto attesa, puntualmente è pervenuta da parte dell’onorevole grillino D’Ambrosio che, come è solito fare, invece di entrare nel merito delle questioni, preferisce rispondere sulla sua pagina Facebook con invettive e offese personali alle quali siamo abituati e che ci onorano ogni volta. Cosa non si farebbe per un click! La seconda risposta è arrivata, invece, del tutto inaspettata e anche non ancora perfettamente compresa, da parte dell’ex consigliere comunale Colasuonno. La cosa ci ha francamente sorpresi! Certo, avevamo un recondito sospetto che ci fosse un “filo d’Arianna” che tenesse ancora uniti molti ex amministratori della nostra città, ora ne abbiamo avuto la conferma!
Senza voler innescare ulteriori polemiche – continua – che in questo momento diventerebbero anche stucchevoli, ma col solo intento di chiarire meglio la nostra posizione, ci preme sottolineare che nel nostro precedente intervento non volevamo nella maniera più assoluta “puntare il dito” contro nessuno, né attribuire responsabilità alcuna, fosse anche di natura politica. Il nostro unico intento era dire basta ad una serie di infondate accuse fatte a sproposito nei giorni precedenti e rimbalzate sui vari organi di stampa. In quel comunicato abbiamo dichiarato più volte la totale e incondizionata fiducia nella magistratura, la sola deputata a ristabilire la verità e ad individuare eventuali responsabilità. Continuiamo a ribadirlo con forza. In un passaggio sintetico e marginale abbiamo riportato un esempio esplicativo del nostro pensiero. Riteniamo che i ritardi nei progetti della tratta ferroviaria di Andria siano da addebitarsi a molteplici e svariate procedure che hanno visto protagonisti anche diversi ex amministratori (tra cui l’ex assessore Di Pilato) che, aggiungiamo, siamo convinti mai avrebbero anche solo immaginato una tragedia del genere. Altro non intendevano né volevamo neanche insinuare, non spetta a noi farlo.
Nessuna confusione da parte nostra dal momento che non abbiamo neanche fatto cenno al doppio binario. Riteniamo, comunque, che si sia voluto spostare il discorso dal momento che con i lavori di interramento si sarebbe sbloccata l’ipotesi del raddoppio e sicuramente anche la messa in sicurezza che già da anni andava rinnovata. Nel suo intervento, Colasuonno rileva più volte il fatto che non siamo a conoscenza dei vari passaggi e delle varie procedure intraprese in passato. Nulla di più vero e ci teniamo a sottolinearlo con vigore! Il bravo Colasuonno ha vissuto in prima persona quei passaggi insieme a molti suoi amici quindi siamo certi che ha ripercorso in maniera impeccabile tutto l’iter procedurale. Molti di noi invece non erano neanche ancora presenti sulla scena politica cittadina avendo iniziato dopo la militanza partitica.
La grande maggioranza dell’attuale classe dirigente del PD cittadino – conclude Maria Carbone – non ha mai avuto impegni o ruoli amministrativi nelle consigliature precedenti anche se ora si ritrova spesso a dover rispondere di scelte fatte da altri in passato. Paradossalmente spesso è chiamata in causa proprio dagli stessi ex amministratori che hanno rivestito ruoli politico/amministrativi di rilievo e che ora militano in movimenti politici e/o liste civiche diverse dal PD pretendendo di passare per il nuovo che avanza. La verità sta finalmente venendo fuori, ossia che in molti casi più che di nuovo che avanza bisogna parlare di usato riciclato se non di indifferenziato».




































