Un Consiglio Comunale relativamente rapido che, tuttavia, non ha mancato di far vivere momenti di particolare interesse. Il primo è stata senza dubbio la protesta di alcune associazioni per la questione trasporto a chiamata per i disabili ma a seguire, ancor più scalpore, ha destato l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di opposizione a Palazzo di Città prima di cominciare a discutere nel merito il rinnovo delle tariffe e dei tributi per l’anno 2016. La maggioranza ha proseguito le procedure in solitaria anche per completare l’approvazione entro la giornata odierna visto la scadenza di fine mese per questo importante provvedimento.

Nel dettaglio confermata l’Addizionale Comunale IRPEF allo 0,8% con esenzione sino a 7500 euro, per poi passare all’Imposta Municipale Propria con stesse Aliquote e detrazioni d’imposta del 2015, sino ad arrivare al Tributo per i servizi indivisibili (TASI) con le aliquote confermate al 2×1000 per tutti ed al 1×1000 per i fabbricati rurali. La Tasi dovrebbe portare nelle casse comunali circa 5milioni e 300mila euro. Infine l’approvazione della Tassa sui rifiuti che vedrà una sostanziale rimodulazione della somma che si aggira attorno ai 15milioni e 200mila euro con un lieve aumento rispetto al 2015. Proprio per la Tari vi è stato un errore nella distribuzione dei documenti, come dichiarato dalla Dirigente del Settore Finanziario Dott.ssa Cialdella. L’errore ha riguardato un piano economico diverso da quello realizzato dall’Aro per il Comune di Andria per via di una posposizione di fogli con il Peg del Comune di Canosa. Insomma un pasticcio che è stato evidenziato anche dalle opposizioni prima dell’uscita dall’aula.

Tariffe e tasse confermate anche se pende sul Comune di Andria la pronuncia del Tar di Puglia rispetto al ricorso effettuato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze proprio rispetto all’approvazione tardiva dello scorso anno dell’adeguamento delle aliquote stesse. Dalla maggioranza hanno più volte ribadito come sarebbe stato impossibile tornare indietro riportando le aliquote all’anno 2014 e che comunque in Italia, rispetto ai circa 800 casi di ricorsi tra comuni e Mef, ci sono state solo 8 pronunce dei Tar. Lo stesso Giorgino ha specificato anche che vi sono abbastanza fondi di accantonamento per qualsiasi evenienza visto che sul consuntivo «abbiamo messo in avanzo tra quanto accertato e quanto riscosso. Nell’eventualità perdessimo contro il MEF potremo fare regolarmente le restituzioni o le compensazioni».