
«Un evidentissimo calo di afflusso di cittadini e soprattutto di consumatori in quello che si è trovato a diventare, senza una progettualità e senza un’idea di sviluppo integrato, un’isola pedonale di ventura che col passare del tempo mostra tutti i suoi limiti». Così parla in un comunicato l’Area Amministrativa di Unimpresa Bat, con le veci di Savino Montaturli, parlando delle attuali condizioni in cui versa corso Cavour, nota area pedonale della città di Andria che rappresenta il punto di incontro per diversi cittadini di ogni età.
«Un “salotto” cittadino a buon mercato che mostra agli occhi dei passanti oltre che l’assenza pressoché totale di elementi pubblici di arredo anche la presenza di “oggettistica” di scarsissimo valore come quelle che vorrebbero essere delle sedute o quei sudici, maleodoranti portafiori e porta rifiuti. Tantissime quindi le problematiche fortemente disincentivanti come la massiccia e fastidiosissima presenza nell’intera area di zanzare che, specie nelle ore serali, diventano un vero e proprio deterrente per chi voglia consumare e trascorrere la propria serata presso i tantissimi locali grazie ai quali, spesso solo grazie ai quali, l’area ha assunto una parvenza di gradevolezza tutta privata e dove gli esercenti che hanno investito milioni di euro che vengono messi seriamente a rischio, cominciano a preoccuparsi seriamente».
Venerdì scorso alle ore 16,.30 in uno dei più prestigiosi ed apprezzati locali pubblici del corso si è tenuto un incontro al quale è stato invitato anche il Presidente UNIBAT Savino Montaruli. Si è discusso proprio di arredo urbano e di P.S.R.U.A. (Piano Strategico di Riqualificazione Urbana d’Area) nel quale «la problematica ambientale riveste un’importanza fondamentale perché in assenza di politiche ambientali adeguate, che ricomprendono anche un dettagliato Piano sull’Ambiente, i finanziamenti sono pressoché inaccessibili – ha affermato il Presidente UNIBAT -. Se oggi stiamo ancora a parlare di invasione di zanzare in quello che è il centro del centro urbano andriese, e questo è stato verificato seduta stante, le possibilità di farsi sfuggire altre ghiotte occasioni di riqualificazione sono tantissime, tutte in negativo. L’auspicio è che all’assenza di una visione strategica del territorio e del futuro di quell’isola pedonale spontanea non si aggiungano altri problemi che potrebbero sancirne la sua definitiva declassificazione. Gli esercenti e le associazioni di categoria sganciati sono disposte, come sempre, a fare la loro parte».


































