
Il 18 settembre scorso, a coronamento del loro primo anniversario di attività artistica, gli Ovest di Tahiti hanno annunciato la pubblicazione del loro primo singolo, “Indifferente”, presente sulla piattaforma SoundCloud e scaricabile da Bandcamp. «Siamo molto soddisfatti – hanno dichiarato i ragazzi – di aver raggiunto questo obiettivo e sentiamo il dovere di ringraziare Francesco Dettole del FrumStudio Recordings, che si è occupato di recording, mixering e mastering di questo brano. Il testo racconta la fine di una storia d’amore, dopo la quale risulta necessario metabolizzare il dolore nella maniera migliore. La strada scelta dal protagonista è quella di dimenticare la relazione il più in fretta possibile, quasi dimostrandosi indifferente, seppur consapevole dell’impossibilità di annullare il malessere».
La voce della giovane band federiciana è quella del 19enne Luigi Lafiandra, accompagnato dal chitarrista Francesco Porro, dal bassista Vincenzo Carbutti e da Lorenzo Coratella alla batteria. «La storia del nostro gruppo – hanno raccontato gli stessi artisti – è comune a quella di tanti altri ragazzi. Siamo nati quasi per caso, dall’incontro graduale di alcuni amici accomunati dalla grande passione per la musica. Il nome è stato tratto dal brano “Sulla rotta di Cristoforo Colombo” dell’indimenticabile Lucio Dalla, dove l’artista bolognese sostiene di aver incontrato Dio su una nuvola a ovest di Tahiti. Ci è sembrata un’idea suggestiva e la cover di questa canzone rappresenta uno dei nostri cavalli di battaglia». Il complesso musicale andriese, nato nel 2015, può già vantare un curriculum soddisfacente. Quest’anno, infatti, gli Ovest di Tahiti sono usciti vincitori dallo Young Art Fest di Capurso (BA), hanno conquistato la piazza d’onore all’Essere Perfetto Music Contest e, nella serata dello scorso 28 agosto, hanno aperto lo spettacolo altamurano dell’attore Gianni Ciardo. «L’esperienza di Altamura – hanno ricordato i musicisti – rimarrà indelebile nella vita del nostro gruppo, perché, per la prima volta, abbiamo avuto l’opportunità di esibirci al cospetto di tante persone e ci auguriamo di aver impressionato loro positivamente. Adoriamo l’atmosfera del live, anche quando si tratta di occasioni più intime e ristrette. Ricordiamo con piacere la prima esibizione fuori città, in una piccola associazione culturale ruvese, ma soprattutto il secret concert che abbiamo organizzato il 16 settembre scorso, in una villa alle pendici del Castel del Monte. E’ stata un’avventura particolare. Per quanto riguarda i concorsi, essi rappresentano delle tappe artistiche altamente formative e divertenti. Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con tanti altri giovani e di essere seguiti da persone altamente qualificate. La vittoria allo Young Art Fest ci darà la possibilità di realizzare il nostro primo video clip con un regista professionista, quindi siamo davvero entusiasti».
Oltre a Lucio Dalla, che rappresenta una pietra miliare per l’attività della band andriese, gli Ovest di Tahiti ispirano la propria ricerca ad artisti come Niccolò Fabi, Sergio Cammariere, Daniele Silvestri e Giorgio Gaber, ma anche a stars internazionali del calibro di Damien Rice, John Mayer ed i Radiohead. «Ci piace l’idea – hanno spiegato i ragazzi – di trarre spunti dai nostri idoli musicali, di considerarli dei modelli di riferimento per il nostro lavoro, tuttavia coltiviamo il forte desiderio di costruire una nostra identità artistica, che ci permetta di comunicare al meglio le nostre emozioni attraverso musiche e brani inediti. L’ascolto è fondamentale per un musicista, ma non vorremmo mai essere etichettati come copie di qualcuno. Se ciò dovesse accadere, la considereremmo una grande sconfitta».
Infine, abbiamo chiesto agli Ovest di Tahiti se ritengano stretto il contesto culturale andriese per continuare a coltivare i loro sogni. «Saremmo degli ipocriti – hanno concluso Luigi ed i suoi compagni – a negare che la nostra città offra molte meno opportunità di emergere rispetto a metropoli come Milano e Roma, eppure non ci sentiamo affatto a disagio. Andria sta crescendo, oggi sono tante le giovani band emergenti che arricchiscono il panorama musicale locale, quindi vogliamo essere ottimisti. Qui lavoriamo sereni, lontani dall’eccesso di pressioni e di giudizi, riuscendo a sfruttare al meglio le nostre energie e le nostre emozioni. In qualche modo avvertiamo una strana sensazione di sicurezza. Per quanto riguarda il nostro sogno, ci piace riprendere un concetto espresso da David Gilmour in una sua intervista, quando afferma di voler esser importante nel momento in cui verrà ascoltato. Ci auguriamo di riuscire a catturare la sincera attenzione della gente, affinché la nostra produzione artistica, dalle note alle parole, possa essere oggetto di comunicazione, di relazione e di riflessione».



































