Tra cortei in strada e tavoli di crisi, prosegue lo stato di agitazione nelle città della sesta provincia pugliese. Ieri, venerdì 23 ottobre, la protesta contro il caro-vita ha coinvolto e accomunato le città di Bisceglie, Trani e Andria con manifestazioni che hanno visto in prima linea anche i rispettivi sindaci. Le prime risposte da parte del governo Meloni ci sono state, con precise misure che hanno stanziato fondi in particolare per fronteggiare l’emergenza di due settori in forte difficoltà come autotrasporto e agricoltura. Gli olivicoltori, però, invocano altri interventi per risolvere anche problemi strutturali del comparto agricolo, che stanno ammazzando l’economia su cui si regge l’intero territorio provinciale. Di questo se ne è parlato nel tavolo di crisi tornato a riunirsi ad Andria, alla luce dei primi due provvedimenti adottati dal governo, come il Dao documento elettronico per tracciare la movimentazione delle olive e dell’olio, e poi il nuovo decreto d’urgenza varato dal consiglio dei ministri.

Le proteste cominciate per le crisi di alcuni comparti produttivi si sono trasformate negli ultimi giorni in un grido d’allarme generalizzato, che accomuna ogni cittadino di ogni fascia d’età. Almeno un migliaio di persone hanno sfilato ieri mattina per le vie della città di Bisceglie, tra agricoltori, commercianti, ambulanti, autotrasportatori e studenti. Un corteo imponente partito dall’area mercatale cittadina e giunto qualche ora dopo in piazza Vittorio Emanuele.

La protesta è scesa in strada anche a Trani nel pomeriggio di ieri. Dopo la mobilitazione del 21 ottobre scorso sulla strada provinciale 1, la città è tornata in piazza con una manifestazione allargata anche a commercianti, studenti e famiglie. Un lungo corteo, partito da Piazza Indipendenza, ha attraversato le vie del centro per arrivare fino a Piazza della Repubblica.