È calato il sipario ieri sera, 13 settembre, sulla 30esima edizione del Festival Castel dei Mondi che, ancora una volta, ha fatto discutere, provocato, incuriosito e avvicinato Andria e tutto il territorio all’arte. E l’obiettivo è più che raggiunto: tra sabato e domenica si stimavano più di 2000 persone in giro per la città per vedere spettacoli. Un incasso tra i maggiori degli ultimi anni con più del 96% dei biglietti venduti e il tutto esaurito per la quasi totalità degli spettacoli in programma.
“Squilibri e misteri” è stato il tema di questo importante compleanno, curato dai direttori Riccardo Carbutti e Francesco Fisfola: un Festival maturo e consolidato che ha chiesto allo spettatore di lasciarsi interrogare e non di pretendere risposte. Di indagare l’incertezza lì dove la contemporaneità rifugge il dubbio e le certezze sono a portata di Google.
Si è partiti con l’installazione di Dario Agrimi, “Liscio come l’odio”, che ha scatenato molto dibattito: l’odio personificato nella piazza centrale di Andria che ha posto il pubblico a tu per tu con la propria idea di violenza. Ma anche le installazioni “Milite Ignoto” dei Seriomici sull’orrore della guerra e l’opera sonora danese “Simphony Natura” dall’Archivio Anderseen. Poi gli innumerevoli spettacoli: il debutto con la Compagnia del Sole in una piece sul dilemma etico del progresso scientifico, le maschere di due anziani in giro per la città a seminar piantine e speranza in un mondo di cemento e indifferenza, fino all’opera lirica su un andriese tra i più famosi della storia: Farinelli. Non è mancata la musica con un omaggio al grande Gino Paoli e il concerto dei Sottosuono in ricordo di Daniela D’Ercole. E poi, negli ultimi quattro giorni, un tripudio di suggestioni e diverse concezioni artistiche: il teatro di figura della compagnia spagnola Trukitrek, in un racconto commovente di solitudine e amicizia, il “Giulietta e Romeo” moderno e rock del grande Roberto Latini, le marionette umoristiche ed erotiche di Madame Paulette, un viaggio immersivo nel mondo degli adolescenti con Camilla Parini, la Medea provocatoria e disturbante di Agata Tomsich, il talk con l’attore molto amato dal pubblico Marco Giallini e il gran finale con la danza dei No Gravity che, quest’anno, hanno lasciato tutti a bocca aperta con la loro personale rappresentazione dell’avanguardia.
Non è mancato lo spazio per la formazione con i laboratori di Michele Sinisi e il Teatro delle Bambole e per l’approfondimento e il confronto con il ciclo di conferenze “Il castello dell’armonia” presso Castel del Monte.
Ora si pensa al futuro di Castel dei Mondi: una domanda che resta aperta, ma l’augurio è che possa godere di buona salute per molti altri anni ancora.
Damiana Civita




































