Sandro, Vincenzo ed Antonio. Tre nomi diversi, tre storie diverse di vita, tre amici accomunati da due importanti passioni ma che esattamente un anno fa sono morti in un incidente sulla Strada Provinciale 231 in territorio di Terlizzi. Il 3 agosto 2025, attorno alle 8,30 di una calda domenica d’estate, i tre andriesi appartenenti al gruppo ciclistico CicloAvis di Andria, furono investiti da una vettura, una Lancia Delta guidata da un 32enne di Corato. Erano sulle loro tre biciclette, accartocciatesi nell’impatto, e con loro anche un gruppetto di altri ciclisti andriesi rimasti miracolosamente illesi dalla carambola della vettura. Ad esattamente un anno di distanza questa mattina il gruppo Avis andriese ha voluto ricordare i tre donatori e ciclisti con una giornata speciale di donazione nel centro trasfusionale dell’Ospedale “Bonomo” di Andria dove i tre si recavano costantemente.

Antonio Porro il più grande di quel gruppo con i suoi 70 anni era stato uno dei fondatori dell’Avis di Andria nel lontano 1991. Proprio una sua iniziativa permise anche la nascita del gruppo sportivo cicloamatori. Già presidente in passato era uno dei componenti del consiglio direttivo. Nel direttivo c’era anche Sandro Abruzzese, il più giovane del gruppo avendo appena 30 anni. Lui assicuratore di professione era diventato una colonna portante dell’Avis e del gruppo sportivo, con il suo sorriso, la sua umiltà e la sua umanità. Così anche Vincenzo Mantovani che tra qualche giorno avrebbe festeggiato 50 anni. Imprenditore aveva costruito non solo la sua attività lavorativa ma anche una famiglia adorabile tutta attiva all’interno della Parrocchia di Gesù Crocifisso ad Andria.

Da quella terribile giornata, su cui lavora ancora la procura di Trani con le indagini per omicidio stradale plurimo svolte dai carabinieri e dalla polizia locale di Terlizzi, sono nate una serie di iniziative tra cui quella che l’Avis di Andria metterà in campo venerdì prossimo con l’evento “Strade sicure per tutti” focus sulla sicurezza stradale a partire dalle ore 19 nella cornice del Chiostro di San Francesco.