Emergenza sanitaria ed ambientale, sicurezza degli accessi e rischio strutturale, illeggittimità della procedura ma anche la possibilità di perdita dei requisiti di collaudo della nuova struttura. Sono almeno quattro i punti di criticità al momento insuperabili sollevati dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria e dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza del Liceo Scientifico “R. Nuzzi” di Andria a seguito dell’appello dei genitori di qualche giorno fa attraverso un nostro servizio. A ridosso dello storico istituto scolastico andriese, infatti, sono iniziati da poche settimane in modo più celere le attività di cantiere per il completamento delle opere connesse ad un progetto rientrante nei cosiddetti PINQUA e finanziati dallo Stato per 15 milioni di euro al comune di Andria. In particolare il progetto chiamato TERRA prevede la riqualificazione dell’area urbanizzata accanto alla stazione di Andria Sud con la costruzione di un palazzo di edilizia popolare, la realizzazione del sottopasso che sbuca nella nuova viabilità che poi giunge a via Bisceglie e la creazione di un terminal bus con una ampia rotatoria per lo smistamento dei mezzi pesanti. Il problema nasce dal fatto che le aree scelte per i bus e la rotatoria, in pratica, prevedono un “soffocamento” dell’istituto stesso che dal 2014 è un cantiere a sua volta grazie ad un progetto di ampliamento necessario ma al momento ancora non concluso del tutto. La nuova ala dell’istituto, infatti, prevedeva anche un piano interrato con una piscina coperta ed aree esterne che a causa però dei lavori del comune di Andria potrebbero non esser mai realizzati.
Da qui è nato l’appello dei genitori che temono una importante contrazione degli spazi didattici esterni, un peggioramento della qualità di vita dell’istituto scolastico e, soprattutto, una mancanza di sicurezza. Ed proprio su questo si concentra la nota dei sindacati dell’istituto che chiedono formalmente una immediata sospensione di ogni attività di cantiere con l’auspicio che possa esserci un tavolo di confronto urgente con gli enti di compentenza per individuare varianti progettuali capaci di tutelare l’istituzione scolastica e la comunità tutta.
La lettera inviata da RSU e RLS e che riprendere anche le preoccupazioni della dirigenza scolastica e condivise dal collegio dei docenti, parlano di dubbi fondati sulla possibilità che ci sia transito e sosta di numerosi autobus a ridosso delle aule con un continuo passaggio di mezzi pesanti sotto le finestre e nell’area adiacente la pista di atletica, unico spazio all’aperto rimasto per l’attività fisica. Gas di scarico e inquinamento acustico conseguenze più dirette. Poi si parla di sicurezza e rischio strutturale perchè l’ingresso posteriore dell’istituto risulterà proprio sull’area di manovra dei bus e della rotatoria con conseguenze evidenti per l’incolumità fisica di studenti e personale della scuola. E poi ci si chiede se gli scavi stradali non possano compromettere anche la struttura della piscina coperta. Poi si parla di illeggitimità della procedura poichè si stanno intaccando aree e suoli che a suo tempo sarebbero stati espropriati dalla Provincia BAT per realizzare proprio gli ampliamenti del Liceo Scientifico. Infatti secondo le norme dello stato gli edifici scolastici e le loro pertinenze fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato. E poi un altro timore si riferisce alla perdita dei requisiti di collaudo per i lavori di ampliamento dell’istituto che ricordiamo sono in corso dal 2014 e hanno subito tanti stop e riprese sino, quantomeno, alla apertura parziale almeno dei due piani destinati alle aule. La Provincia sta ancora risolvendo un contenzioso con la ditta. L’allarme, contenuto nella nota, riguarda la messa in discussione della sopravvivenza logistica della struttura nella sede attuale. E in questi giorni si continua a lavorare senza soluzione di continuità nonostante comunque all’interno dell’istituto tutta l’attività amministrativa e di programmazione sia regolarmente in corso.



































