Decine di quintali di frutta e verdura di stagione lasciate marcire nei campi, perché i prezzi all’ingrosso sono scesi al di sotto dei costi di raccolta. È quanto sta accadendo nelle campagne del nord barese e in particolare ad Andria, dove gli imprenditori agricoli lanciano un allarme sempre più urgente.

A denunciare la situazione è Luigi Rustico, titolare di una storica impresa agricola attiva nell’ortofrutta del nord barese: «Le zucchine sono in piena stagione, presentano una domanda decisa e prezzi all’ingrosso in calo del 15-20% rispetto ai giorni scorsi. Siamo costretti, pur a fronte dei costi sostenuti per le anticipazioni colturali, a non poter raccogliere il prodotto». I campi investiti a zucchine in contrada via Corato sono stati abbandonati con il prodotto al suolo. La perdita stimata si aggira sui 30mila euro ad ettaro.

L’imprenditore punta il dito contro la grande distribuzione: «A fronte di costi sotto un euro all’acquisto sul campo, assistiamo alla vendita in negozi e supermercati a prezzi nettamente superiori, cifre che vanno da 1,50 euro ai 2 euro e passa al chilogrammo. Una evidente sperequazione, a danno dei produttori e dei consumatori».

Ma non sono solo le zucchine a risentire del crollo dei listini in questa prima settimana di luglio. Anche le melanzane, specie le varietà lunghe prodotte soprattutto al Sud, superano appena un euro al chilogrammo, con una forbice di prezzo al dettaglio che va da 1,20 a 1,50 euro al kg. I fagiolini, invece, hanno subito un calo sensibile a causa dell’aumento della produzione, con prezzi tra i 3,00 e i 4,00 euro al chilogrammo per il prodotto raccolto a mano.

Un quadro che si fa ancora più pesante se si considerano gli alti costi della manodopera, dell’irrigazione e dei carburanti, un mix che, secondo gli agricoltori del territorio, sta mettendo in ginocchio l’intero comparto ortofrutticolo del nord barese.