La crisi dell’olio extravergine di oliva, l’oro giallo di Andria, arriverà sul tavolo del Governo Meloni il prossimo 28 maggio. È la risposta alle sollecitazioni avanzate da Nicola Cusmai al sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio La Pietra, nel corso dell’incontro tenutosi tre giorni fa presso il comitato elettorale del candidato sindaco di centrodestra Sabino Napolitano.

«Una richiesta forte e martellante – dichiara Cusmai – portata avanti insieme agli altri attori del comparto, con la convinzione che la crisi di prezzo di queste settimane non possa durare a lungo. Serve un impegno deciso che deve trovarci pronti».

Sul fronte locale, Cusmai indica la strada da seguire: «Dobbiamo mettere insieme le forze, rilanciare le attività consortili, spingere sulle denominazioni di origine – Dop e Igp – e su tutte le forme necessarie per caratterizzare, distinguere e affermare l’identità specifica dell’olio Evo di Andria. Su questo il Comune deve fare la sua parte e su questo si misurerà il mio impegno».

Tra le priorità, la creazione di una struttura comunale ad hoc: «Lo ripeto ai quattro venti da mesi. Oggi, negli uffici delle Attività Produttive di largo Grotte, c’è un solo dipendente impegnato sulle problematiche agricole, che fa quello che può. Serve invece un Ufficio capace di affrontare i problemi del comparto, di candidare la città ai fondi europei e di soddisfare le esigenze delle organizzazioni agricole».

Tema centrale resta la siccità e la necessità di soluzioni alternative per l’irrigazione, a partire dal riuso delle acque affinate nei depuratori. «Acquedotto Pugliese ha attivato questa possibilità in diversi comuni – sottolinea Cusmai – ma manca un tubo per collegare queste acque alla rete di distribuzione. Cosa si aspetta? Sono qui per denunciare la mancanza di un tubo: c’è un tubo che ci separa dall’acqua nelle nostre campagne».

«L’agricoltura deve tornare al centro delle politiche comunali – conclude Cusmai –. Servono iniziative concrete: coinvolgere aziende e frantoi, avviare circuiti di oleoturismo, organizzare rassegne di reale impatto e non per quattro gatti. Chiediamo molto come agricoltori e operatori del settore? È il minimo del minimo. Il mio impegno è chiaro: più collegialità nel settore, un Ufficio Agricoltura dedicato, sicurezza nelle campagne, strade rurali non più colabrodo e il tubo – il tubo tra depuratore e rete di distribuzione – per l’irrigazione nei nostri campi».