Una folla silenziosa e composta ha dato l’ultimo saluto ad Enrico Matera giovane operaio andriese morto a soli 29 anni mentre era al lavoro sul tetto di un’azienda a Modugno. Un salto nel vuoto fatale da un’altezza di 6 metri sabato scorso ed il pianto collettivo che in questa settimana ha caratterizzato famigliari ed i tanti amici di Enrico. Un ultimo saluto straziante quello all’interno della Basilica di Santa Maria dei Miracoli gremita di persone che hanno accompagnato il feretro nel suo ultimo e triste viaggio. Enrico, un giovane timido ma determinato, ex pallavolista aveva costruito la sua famiglia sposandosi negli scorsi mesi con l’arrivo anche di una bambina. Poi però il buio: sabato mattina, esattamente una settimana fa, era al lavoro sul terrazzo di un capannone industriale a Modugno prima però di precipitare per diversi metri e veder interrotto troppo presto il suo percorso di vita che stava costruendo. Le equipe sanitarie giunte sul posto hanno potuto solo constatare il decesso, per lui non c’è stato nulla da fare ma su quanto accaduto la procura della Repubblica di Bari ha aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio colposo. Svolta anche l’autopsia presso l’istituto di medicina legale del policlinico di Bari i cui esiti si conosceranno nei prossimi giorni.
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati in questi giorni ai suoi familiari e contenuti anche nei pallocini fatti poi volare al termine della cerimonia funebre. Andria nel frattempo piange un altro suo giovanissimo morto sul lavoro. Una mattanza senza fine quella delle morti bianche per cui oggi piange anche il cielo cupo e grigio di inizio primavera.


































