Mai attribuire la responsabilità di un problema ad un solo aspetto e ad un unico elemento/fattore. C’è, però, qualcosa che “stona” con il positivo inizio di stagione nei numeri recenti della Fidelis. E riguarda l’impermeabilità della propria porta. Troppi i gol incassati da metà gennaio ad oggi: nove in sette partite, di cui tre, tutti evitabilissimi, domenica scorsa nel derby perso al “Giovanni Paolo II” contro il Nardò. Rendimento sicuramente differente rispetto al promettente inizio dell’attuale campionato di Serie D. La difesa, all’alba della stagione, era sicuramente il punto di forza dell’Andria: cinque reti al passivo nelle prime sette partite, nove gol incassati nelle successive dodici gare. I biancazzurri avevano chiuso la parentesi con Giuseppe Scaringella al timone faticando tanto a trovare la via del gol: uno solo realizzato, quello di Pompei prima della sosta natalizia, nei cinque incontri che hanno preceduto il cambio in panchina. Da questo punto di vista, le cose sono migliorate con Pasquale Catalano: con lui alla guida tecnica, in sei partite, la Fidelis non è andata a segno solo a Gravina. Ha fatto centro complessivamente sette volte facendo lievitare il fatturato realizzativo, ma, al tempo stesso, ha peggiorato i numeri relativi alle reti incassate: otto quelle al passivo con il nuovo allenatore. Parola d’ordine, in vista della ripresa del campionato dopo la sosta: compromesso. Ritrovarlo tra una cosa e l’altra è fondamentale. Per non correre rischi nel finale di stagione. Otto le sfide ancora in scaletta, di cui cinque da giocare al “Degli Ulivi”: sicuramente una buona notizia, considerando il “mal di trasferta” evidenziato dai biancazzurri in questo campionato. Si riparte, dopo lo stop per la Viareggio Cup, domenica 15 marzo proprio dalla casa della Fidelis: c’è il fondamentale scontro diretto con l’Heraclea. Si riparte dai tre punti di vantaggio degli andriesi sulla zona playout: margine che non può essere considerato di sicurezza. Ci sono gli impegni casalinghi contro Acerrana e Pompei come potenziali bonus da tre punti, è vero. Per non correre rischi, però, ne servono complessivamente almeno nove o dieci. Meglio non scherzare con questo campionato, d’altronde. Lo dice la storia del girone H di Serie D 2025-2026.