La perdita del finanziamento da oltre 3 milioni di euro da parte della Provincia BAT era nota già da gennaio del 2024 ma la determina dirigenziale dell’ultimo giorno dell’anno 2025 sembra comunque una beffa che piove sull’intero territorio provinciale ed in particolare sull’ormai ex struttura del Centro Ricerche “Bonomo” alle pendici di Castel del Monte ad Andria. La Provincia BAT, infatti, restituisce ufficialmente alla Regione Puglia poco meno di un milione di euro che aveva ricevuto quale anticipo per i lavori di realizzazione di un ostello della gioventù proprio nella struttura che nel 1978 la famiglia Bonomo aveva donato all’allora Provincia di Bari per le attività di ricerca. Quella stessa struttura che prima della donazione era l’Opera Bonomo e che per molti anni ha accolto bambine e bambini orfani o di famiglie povere del territorio dandogli loro formazione ed un tetto dove vivere. Tante storie intrecciate per una struttura che dal 2009 è della Provincia BAT e che dal 30 giugno 2015 non apre più i suoi cancelli alla ricerca ed anzi da ormai due anni, senza elettricità e vigilanza, è solo preda dei vandali e dei ladri che hanno distrutto tutto quello che era possibile distruggere.
Il finanziamento da oltre 3 milioni di euro vinto dalla Provincia BAT nell’ambito dell’Interreg Grecia – Italia era stato ufficializzato nel febbraio del 2019 e sino al 2021 si era lavorato per arrivare al bando di gara ed all’assegnazione per l’inizio dei lavori. Una fiammella nella vana speranza di vedere rinascere una struttura che avrebbe potuto accogliere 96 posti letto con camminatori della via Francigena e non solo considerando anche che Castel del Monte resta il monumento più visitato di tutta la Regione Puglia. Ma alla base dello stop ci sarebbe stato per un certificato di staticità della struttura che gli uffici provinciali non sarebbero riusciti a produrre. Dopo anni di inerzia, quindi, la Regione Puglia ha deciso di ritirare il finanziamento ed ora la restituzione anche della somma già ricevuta come acconto da circa un milione di euro.
La determina dirigenziale della Provincia riapre però una ferita mai sopita: quella struttura che per anni ha svolto un lavoro egregio in favore del territorio deve poter essere un’occasione di sviluppo e non un luogo di distruzione e vandalismo come lo è adesso. Un’altra opportunità persa per il territorio e per cui si spera la politica voglia provare a rimetterla in cima alle priorità del 2026.






































