C’è un tesoro nel territorio più olivetato d’Italia e cioè Andria: uno dei sottoprodotti che deriva proprio dal processo di produzione dell’olio e cioè la sansa può essere utilizzata per produrre energia. E non è un progetto la cui idea deve esser ancora realizzata bensì è già in attività da ormai diversi anni. Nel 2019, infatti, la lungimirante idea del Gruppo andriese Agresti, che da quasi 100 anni produce olio di oliva e non solo, si è unito alla tecnologia sviluppata dalla veronese Bts Biogas per creare il primo impianto in Europa totalmente alimentato da sansa di olive. Una capacità massima di 500kilowattora per una produzione che nelle 24 ore è di circa 12mila kilowat di energia totalmente verde ed immessa nella rete elettrica nazionale. Tutto all’interno dell’impianto è sostenibile al 100%.
Ed ora nell’impianto andriese della famiglia Agresti che è diventato nel corso degli anni un brevetto vero e proprio, c’è la fila per venire a conoscere questa importante realtà.
Nel processo non c’è solo la produzione di energia elettrica bensì anche di calore e quindi energia termica per riscaldare l’impianto e raffreddare le celle frigorifere ed, infine, il cosiddetto digestato che viene usato nella sua forma solida come concime naturale per ulivi, vigneti, frutteti e campi di ortaggi della filiera. Quest’ultimo elemento è già al centro di numerosi studi coordinati dall’Università di Bari e da “La Sapienza” di Roma.
Un centro d’eccellenza che da un prodotto di scarto con grandi costi di smaltimento e, soprattutto, un importante impatto anche di inquinamento sul territorio è diventato una grande opportunità anche economica. Ed ora anche altri produttori della filiera cominciano a consegnare la sansa all’azienda Agresti che, per questo, sta allargando le sue vasche di contenimento. Obiettivo comunque è quello di far si che questo progetto sia da esempio e sprone per tanti.
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