
«Sono molteplici le motivazioni che hanno suggerito di presentare un Ordine del Giorno affinché la programmazione della Sanità regionale preveda il mantenimento delle attuali funzioni sanitarie dl “Bonomo” anche in presenza del nuovo erigendo ospedale a cominciare dal fatto che il nosocomio che sarà attivato tra qualche tempo sarà destinato a una utenza che abbraccerà un bacino d’utenza di gran lunga superiore di quello rappresentato dalla sola città di Andria».
Così il consigliere Nino Marmo nell’illustrare l’Ordine del Giorno di cui è primo firmatario.
«Con Luigi del Giudice e Marcello Fisfola, tra i primi firmatari, è stata approntata una bozza dell’Ordine del Giorno che ha visto la condivisione e la partecipata convergenza dell’intero Consiglio comunale sui contenuti e sugli argomenti dell’atto impegnativo. Basti pensare all’emergenza pandemica, ancora oggi non risolta anche per la minaccia della cosiddetta variante Delta, che rischia, nell’immediato futuro, di mettere a durissima prova le insufficienti strutture sanitarie del Territorio. Poiché, allo stato attuale delle cose, non vi è alcun atto formale nella programmazione sanitaria regionale che garantisca la continuazione dei servizi sanitari e amministrativi erogati dal “Bonomo” di Andria, impegniamo il sindaco di Andria a intervenire presso il governo regionale per non smantellare il presidio cittadino. Vi è poi – conclude Nino Marmo – una questione non secondaria legata alla istituzione del nostro nosocomio che investe la sfera pubblica cittadina, la storia di Andria e la riconoscenza di una Comunità nei confronti di chi, con donazioni, lasciti e legati, ha contribuito in maniera sostanziale a ampliare e a migliorare i servizi dell’Ospedale “Bonomo. Mi riferisco, in particolar modo al reparto materno infantile donato dalla famiglia De Corato e intitolato a “Lizia De Corato” e alla palazzina donata per intero dalla famiglia Bonomo per ospitare il reparto di Pediatria intitolata a “Lorenzo e Giacinta Bonomo».
Negli atti pubblici di donazione – si legge nel testo dell’Ordine del Giorno – le amministrazioni passate – anche in nome e per conto di quelle future – si impegnavano a mantenere la destinazione sanitaria delle strutture realizzate.


































