Donne e liste slegate dai partiti tradizionali: sono loro a trionfare nel day after la tornata di ballottaggi per le amministrative in molti comuni oltre i 15 mila abitanti in cui al primo turno non vi era stato il superamento della soglia del 50%. Agli elettori italiani, pur pochini a giungere alle urne per il turno supplettivo, sembrano non piacere più uomini e partiti tradizionali. Si cercano volti nuovi, un po’ come ci hanno abituato in Tv gli ormai famosi talent. Il centrosinistra non sorride e perde città importanti, mentre il centrodestra arretra ancora e lascia il passo alla frammentarietà del palcoscenico politico.

Chi sale sugli scudi è il Movimento 5 Stelle che vince a livello nazionale con Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino. Mentre nella Capitale era pronosticabile sin dalla vigilia la sconfitta di Roberto Giachetti, nella città della Fiat, invece, era assolutamente impronosticabile alla vigilia la sconfitta per Piero Fassino, già sindaco negli ultimi cinque anni e Presidente dell’Anci nonché esponente di spicco del Partito Democratico. PD che esce con le ossa rotte a livello nazionale ma anche in Puglia non può sorridere: solo quattro i comuni conquistati sui 16 al ballottaggio. Ben sei, invece, quelli conquistati da liste civiche di varie estrazioni ed orientamenti politici. Due, invece, quelli conquistati dal Movimento 5 Stelle, Noicattaro e Ginosa, e tre quelli conquistati dal centrodestra tra cui Brindisi, unico capoluogo di provincia al voto. Per la sinistra, infine, un solo comune Grottaglie.

Per tanti anni i partiti stessi hanno parlato esattamente di questo fenomeno, ma evidentemente non sono stati in grado di intercettarlo in nessun modo: coinvolgere la cosiddetta società civile nelle decisioni e nelle amministrazioni. Esattamente quello che non si è fatto, esattamente quello che ora la comunità punta a riprendersi nelle diverse e varie forme, più o meno organizzate. Il coinvolgimento nasce dall’esigenza di informare, informarsi e successivamente decidere, in contesti di gruppo che partano dall’identità forte del simbolo, dalle regole da far rispettare, dalla gestione trasparente delle informazioni. I partiti tradizionali, che ormai di tradizionale hanno ben poco, dovrebbero cogliere esattamente questa indicazione per immaginare il proprio futuro. Per il resto, da ora, anche le liste civiche o slegate dai partiti tradizionali dovranno confrontarsi con l’amministrazione. A tutti speriamo buon lavoro.