Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (con il voto contrario del gruppo consiliare M5S), la mozione a sostegno della libertà di stampa ed a difesa delle Tv locali di cui è primo firmatario Nino Marmo.

La mozione impegna il presidente della Regione a richiedere l’immediata sospensione delle procedure di revoca delle concessioni e delle frequenze delle Tv locali e la conseguente assegnazione ad altri soggetti ed ad intervenire nelle sedi istituzionali in vista dell’approvazione della legge di bilancio 2020, per correggere una stortura legislativa che rischia di arrecare ingenti danni alle emittenti televisive locali, con ricadute a livello territoriale dal punto di vista occupazionale.

L’intervento del presidente della Regione è stato sollecitato per ripristinare la riserva di un terzo della capacità trasmissiva a favore delle tv locali, come sollecitato anche da Aerenti Corallo, l’associazione di categoria che rappresenta le imprese radiotelevisive locali, satellitari e via internet. La mozione inoltre impegna il presidente della Giunta ad accelerare le procedure di attuazione della legge regionale approvata nel febbraio dello scorso anno per la promozione ed il sostegno al pluralismo ed all’innovazione dell’informazione e della comunicazione regionale, incrementandone la dotazione finanziaria.

«Ringrazio i colleghi che hanno votato la mia mozione a sostegno delle televisioni locali, per urlare lo sdegno della Puglia verso una normativa illegittima ed incostituzionale introdotta dalla legge finanziaria del 2019. Prima, nel 2012, vengono assegnate le frequenze, riservandone un terzo proprio per le realtà locali. Poi, nel 2019, il legislatore ribalta tutto, fa saltare il sistema e mette in crisi realtà imprenditoriali e livelli occupazionali: infatti, con la legge finanziaria, sono state revocate le frequenze e concessioni, emarginando le televisioni locali. Mi dispiace che il Movimento 5 Stelle non abbia voluto votare, oggi, la nostra mozione, anche se ne comprendiamo l’imbarazzo: sono loro la causa della retrocessione delle frequenze, perché la finanziaria che mette una pietra tombale porta la loro firma, visto che l’hanno sostenuta loro l ’anno scorso, stando al governo. Nella mozione chiediamo l’impegno della Puglia per cancellare le previsioni incostituzionali, ma non solo: chiediamo ad Emiliano di sbrigarsi e concedere i contributi previsti per l’editoria. L’informazione è un diritto costituzionalmente garantito e noi dobbiamo compiere ogni sforzo per reagire ad iniziative che vogliono bendare i cittadini e imbavagliare il mondo del giornalismo».