
“Una presa in giro bella e buona: presa visione delle linee guida e degli strumenti operativi, constatiamo con rabbia e amarezza che la Cambiale Frantoi Oleari, che pure avevamo accolto con soddisfazione, rivela un’inconsistenza finanziaria totale, uno specchietto per le allodole. Così non si va da nessuna parte. Stesso discorso per il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo (DAO), rimasto un annuncio su carta straccia, poiché inspiegabilmente il decreto non è stato ancora pubblicato. Si è voluto soltanto silenziare la protesta”. È durissima la nota attraverso la quale Orgoglio Olivicolo contesta alla politica, rispetto ai roboanti annunci, il depotenziamento e la non-applicazione delle misure attese da tutta la filiera per affrontare la crisi del settore olivicolo-oleario. La Cambiale Frantoi Oleari si sta rivelando inconsistente, del tutto inadeguata a portare realmente ristoro e sostegno ai tanti frantoiani che si sono indebitati per di dare continuità al ciclo produttivo. Il DAO, invece, è rimasto un annuncio privo di operatività e di effetti concreti. “Non ci siamo proprio. Qualora a Palazzo Chigi non se ne fossero ancora accorti, occorre spiegare alla presidente Meloni e al ministro Lollobrigida che gli olivicoltori e frantoiani sono scesi in piazza non per prendere aria, ma per dare il segno di una situazione insostenibile tra crollo del prezzo di olive e olio, aumento fuori controllo di tutti i costi di produzione, e forte esposizione di tutti gli operatori che si stanno indebitando per andare avanti. In queste ore, valuteremo la possibilità di nuove azioni di protesta”.



































