Restano molti gli interrogativi ma sembra che con il passare delle ore il cerchio degli inquirenti si stia stringendo attorno a quanto accaduto nelle campagne di Andria nella giornata di ieri. Il ritrovamento di due corpi dilaniati da una esplosione nel cortile interno di una villetta sulla strada provinciale 155 al chilometro 15 in aperta campagna, lascia ancora tante domande che pian piano trovano risposte. Un puzzle che i carabinieri stanno ricomponendo tassello dopo tassello con il coordinamento della procura di Trani che ha aperto una inchiesta al momento a carico di ignoti per consentire tutti gli approfondimenti investigativi. Il primo problema resta quello dell’identificazione delle vittime: la scena materializzatasi agli occhi di proprietario della villetta, un uomo andriese di 77 anni, e suo nipote è stata drammatica. Due corpi colpiti dalla violenta esplosione e completamente sfigurati, resi irriconoscibili. In queste ore potrebbero già essere eseguiti gli accertamenti medico-legali e dattiloscopici, con il rilevamento delle impronte digitali, se ancora utilizzabili, e l’esame di eventuali cicatrici, tatuaggi, segni particolari e caratteristiche fisiche. Saranno inoltre raccolti e confrontati gli elementi odontologici e, se necessario, saranno disposti esami genetici sul Dna dei resti e sui possibili familiari. Lunedì, nel frattempo, la Procura di Trani conferirà l’incarico per l’autopsia, che sarà eseguita dal professor Antonio De Donno all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Ci sono però alcune certezze: i corpi sono di persone giovani, l’esplosione che li ha uccisi si è verificata nella notte tra il 3 ed il 4 settembre.
Tra i dubbi, invece, c’è la provenienza che potrebbe, secondo una primissima ipotesi, esser differente e cioè uno del territorio e l’altro di origine straniera ma residente sempre nella zona. Pochi e frammentari elementi che si intrecciano così come tutte le valutazioni sul luogo in cui l’episodio è avvenuto. La villetta, come detto, è di proprietà di un uomo 77enne. Ieri mattina era giunto nelle campagne con suo nipote per innaffiare i campi attorno alle 7,30. Il sospetto che ci fosse qualcosa di strano è emerso sin da subito e cioè quando i due hanno trovato nel vialetto della villetta una vettura, una Ford Kuga, poi risultata rubata. Su questo aspetto lavorano gli inquirenti che stanno analizzando anche i movimenti della vettura anche per ricostruire minuziosamente la provenienza dell’esplosivo che, probabilmente, sarebbe poi stato utilizzato per confezionare le cosiddette “marmotte” da utilizzare in qualche assalto ad uno sportello bancomat o postamat. Una pratica particolarmente diffusa sul territorio pugliese ed utilizzata nella stessa notte, per esempio, per assaltare uno sportello bancomat a Lesina. Tra le domande a cui dare risposta c’è anche quella del luogo scelto dai due poi morti per confezionare il materiale esplosivo. Perchè quella villetta e, soprattutto, se quel luogo fosse già stato utilizzato in passato o meno per questo tipo di attività. Al vaglio degli inquirenti naturalmente anche la testimonianza del proprietario della struttura che, tuttavia, al momento non risulta coinvolto nell’inchiesta e non ci sono elementi che lo colleghino a quanto accaduto.




































