Oltre 60 assalti agli sportelli bancomat o postamat da inizio anno registrati in tutta la Puglia dal Gargano al Salento, la maggior parte di questi andati a vuoto, ma con interi piccoli paesi spesso privati di questo servizio e, soprattutto, ingenti danni per cui sono necessari mesi per il ripristino. Una vera e propria emergenza sociale quella che sta attraversando la regione con batterie e gruppi altamente specializzati fortemente legati a quelli che si muovono sui territori per gli assalti ai portavalori. Indagini delle forze dell’ordine che devono fare i conti spesso con tentativi di depistaggio come i soggiorni in hotel prima delle incursioni in luoghi più distanti come già emerso nell’ultima operazione dei carabinieri coordinata dalla Procura di Vasto e che ha portato all’arresto di sette foggiani che avrebbero messo a segno 12 colpi in diverse regioni italiane. Negli ultimi giorni una vera e propria escalation dalla BAT al Barese per arrivare sino a Francavilla Fontana. Di tutti questi assalti, sei nelle ultime 48 ore, solo un paio sono riusciti con poche migliaia di euro quale bottino. Restano, invece, i danni da molte migliaia di euro provocati alle filiali, alle abitazioni, ai locali commerciali ed ai veicoli attorno. Ecco l’emergenza sociale che Poste Italiane e diversi Istituti bancari stanno affrontando con misure di sicurezza più stringenti e con lo spegnimento degli atm nelle ore serali e notturne. Una situazione che ieri ha denunciato anche il Presidente della BCC di Credito Cooperativo di Andria Paolo Porziotta dopo l’assalto avvenuto in via Don Luigi Sturzo nella notte tra il 18 ed il 19 agosto. Stop al contante dopo la chiusura delle filiali ed ulteriori investimenti in sistemi di sicurezza. Ma la riflessione che ha chiesto il Presidente Porziotta è proprio sull’utilizzo dei contanti. In un momento di così grande tensione la sicurezza di tutti è messa duramente a rischio considerando che ormai gli assalti ai bancomat con la tecnica cosiddetta della marmotta prevede in pochi minuti una doppia esplosione che sta diventando sempre più potente. Non fa ormai più differenza se gli atm si trovino più all’interno o fronte strada. Ma la differenza c’è poi nel conto dei danni con palazzine rese inagibili, proprietari costretti a trasferirsi dalla propria abitazione ed il rischio concreto che prima o poi succeda qualche tragedia nella tragedia. Lo stop ai contanti dai bancomat rappresenta una soluzione immediata, non certo la soluzione definitiva ma rappresenta una prima risposta in attesa che le indagini facciano il loro corso. Sarebbe importante anche pensare ad una fattispecie specifica di reato per questo tipo di assalti considerando che al momento si parla di furto aggravato ed al massimo danneggiamento. Ma l’allarme sociale che ora ognuno di questi assalti provoca è davvero molto più importante considerando anche che si tratta di un modello ormai facilmente esportabile anche in altre zone d’Italia. A pagare il prezzo più grande comunque sono sicuramente i piccoli centri in Puglia che spesso perdono l’unico ufficio postale presente o l’unico atm disponibile o l’unica filiale di banca con spostamenti che per mesi costringono i cittadini in altre città vicinore. Non si può pensare che ogni sportello dove c’è del contante abbia un tutore delle forze dell’ordine presente. Serve affrontare questa piaga sicuramente con decisione e con azioni coordinate e, come detto, magari con una ulteriore stretta nazionale sulle fattispecie di reati.
Assalti ai bancomat, oltre 60 in Puglia da inizio anno la maggior parte falliti ma restano i gravi danni
Necessario probabilmente un intervento nazionale sulla fattispecie di reati. Una soluzione immediata lo stop al contante




































