La canzone si chiama “Mal D’Asia”: ad averla scritta e cantata è Fulvio Schinzari, il dirigente di polizia amante della musica, una delle 23 vittime del tragico incidente ferroviario che il 12 luglio 2016 ha lacerato la Puglia. È stata la sua stessa voce, oggi, a sospendere il tempo come se quel treno fosse arrivato a destinazione, e a commuovere tutti i presenti, nella toccante cerimonia d’intitolazione della Sala Stampa della Questura Bat, da oggi, Sala Stampa Fulvio Schinzari.

Tra i momenti più toccanti l’intervento di una delle due figlie, Angela, allora diciassettenne e oggi giovane poliziotta che, come l’amato padre, ha scelto di indossare la divisa.

“Fulvio è stato il docente più straordinario di esempio quotidiano” ha detto il Questore Alfredo Fabbrocini, in una lettera dedicata al collega e amico scomparso. “Un modello da seguire” lo ha definito il Questore rivolgendosi alle nuove generazioni di poliziotti.

È intervenuto anche il Procuratore Nitti durante la cerimonia per ricordare, alla luce del decimo anniversario del disastro ferroviario del 2016 commemorato ieri alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, due valori emblematici che questa tragica vicenda ci lascia: la responsabilità e la memoria.

E poi l’omaggio della famiglia Schinzari: le figlie, Angela e Natalia, e la moglie, Emma Alicino, hanno regalato alla Questura BAT un quadro: un poliziotto di spalle, circondato da ulivi, che tiene per mano due bambine. Davanti a loro i luoghi simbolo della provincia: il Castel del Monte, la Cattedrale di Trani e l’Eraclio di Barletta. Un invito a non dimenticare: un padre e poliziotto che ha dedicato la vita, con dedizione e amore, alla stessa terra nella quale, insieme altri 22 innocenti, la vita è stata tragicamente spezzata quel 12 luglio di 10 anni fa.

Damiana Civita