Gratitudine verso lo storico socio Nicola Simone ma anche precisazioni per spiegare il proprio punto di vista. E’ la replica della sezione territoriale di Barletta Andria Trani dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti dopo l’appello lanciato ai nostri microfoni dallo stesso Simone rispetto all’avvio delle procedure di vendita della sede storica di via Enrico Dandolo. Dal punto di vista tecnico il Presidente BAT Giuseppe Ricatti spiega che l’associazione ha come sede istituzionale, amministrativa e operativa proprio quella di Barletta in cui c’è il Consiglio Territoriale, il presidente, il personale dipendente e dove vengono erogati quotidianamente tutti i servizi ai soci della provincia. Le sedi comunali, spiega la nota, hanno sempre avuto prevalentemente una funzione di rappresentanza e aggregazione, senza mai costituire centri amministrativi indipendenti. In più lo stesso Ricatti spiega come la sede di Andria, dopo i problemi personali di Nicola Simone che ne hanno impedito l’impegno diretto, non ha trovato più soci disposti ad impegnarsi ed è rimasta priva di una presenza stabile. Quindi nessuna privazione di assistenza da parte dell’associazione che comunque ha mantenuto tutti i servizi attivi a Barletta bensì una razionalizzazione organizzativa e di costi di gestione. In più la sede avrebbe avuto bisogno di importanti lavori di manutenzione al momento non sostenibili o giustificabili l’effettivo utilizzo della struttura stessa. Secondo quanto contenuto nella nota firmata da Ricatti, infatti, la Sezione Territoriale effettua interventi e visite domiciliari in favore dei soci andriesi che, per età avanzata o difficoltà di spostamento, necessitano di supporto presso la propria abitazione, comprendendo assistenza per pratiche associative, segretariato sociale e consegna di ausili tiflotecnici.
Sul fronte del Servizio Civile Universale, la nota precisa anche che l’impiego di volontari richiede specifici requisiti organizzativi e strutturali che il locale di Andria, di circa trenta metri quadrati, non possedeva, e che tale scelta non è quindi mai dipesa da una decisione discrezionale dell’associazione. La decisione finale di chiusura, spiega sempre Ricatti, non è stata improvvisa, ma l’esito di una valutazione maturata dopo anni di inattività e impossibilità di garantire una funzione associativa continuativa. Chi oggi amministra l’associazione, prosegue il comunicato, lo fa con spirito di volontariato e responsabilità verso le risorse, derivanti da quote associative e contributi destinati alle attività rivolte alle persone cieche e ipovedenti dell’intera provincia.



































