L’appello di Nicola Simone al territorio è chiaro: serve un punto di riferimento per le persone cieche o ipovedenti ad Andria. Sono infatti definitivamente chiuse le saracinesche della storica sede dell’Unione Italiana Ciechi andriese in via Enrico Dandolo ed ora tutta l’attività dell’associazione si è spostata presso la sede provinciale di Barletta. Questo però comporta le inevitabili difficoltà di gestione delle problematiche relative proprio ad alcuni importanti servizi o anche semplicemente per uno scambio di saluti che prima avveniva in modo decisamente più costante.

Ad Andria l’Unione Italiana Ciechi è nata negli anni ‘50, una delle associazioni più antiche della città. In quello stesso momento, come ci spiega uno dei primi soci poi diventato anche presidente Nicola Simone, fu fatto un importante censimento in città grazie all’allora Sindaco Marano con cui si mappò la presenza di persone cieche o ipovedenti. Obiettivo dell’associazione ovviamente era quello di diventare un punto di riferimento per richieste o scambio di idee ed interventi. Ed è quello che è accaduto per circa 70 anni.

Poi altri problemi di salute e familiari hanno costretto uno dei più attivi, proprio Nicola Simone, a dover lasciare le attività dirette con l’associazione. E subito dopo è arrivata prima la scelta di togliere l’utenza di un telefono fisso per risparmiare, poi la scelta di avviare le pratiche per la vendita della sede ed ora una città importante come Andria resterebbe in sostanza senza un punto di riferimento.

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