C’è voluta un’intera serata per domare il vasto incendio scoppiato ieri sera ad Andria nelle immediate vicinanze della tangenziale. Avviata nel primo pomeriggio, l’opera dei Vigili del fuoco si è conclusa solo alle ore 22, con le fiamme che hanno coinvolto circa 5 ettari di terreno di proprietà di diversi privati. Un incendio alimentato dal vento e soprattutto dalla sterpaglia presente sui terreni in questione. Sul posto la Polizia Locale che sta svolgendo le indagini per risalire alla causa e ai responsabili dell’incendio.
L’episodio di ieri sera ha riportato all’attenzione della città di Andria il rispetto rigoroso delle norme per la prevenzione degli incendi boschivi e d’interfaccia, a tutela della pubblica incolumità e del patrimonio ambientale. Con l’approssimarsi della stagione estiva e l’innalzamento delle temperature, il problema torna d’attualità. Ai sensi della Legge Regionale numero 38 del 2016, i proprietari, gli affittuari e i conduttori a qualsiasi titolo di terreni incolti in stato di abbandono e riposo, hanno l’obbligo tassativo di realizzare, entro il 31 maggio di ogni anno, fasce protettive, al fine di evitare che un eventuale rogo possa propagarsi alle aree circostanti.
La mancata ottemperanza a tale disposizione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che va da euro 500 a euro 2.500. Al fine di concorrere alla lotta attiva contro gli incendi, l’amministrazione comunale adotterà tempestivamente ulteriori misure restrittive per ridurre il pericolo incendi, mediante un’apposita ordinanza sindacale, che ribadirà l’obbligo di sfalcio, manutenzione e pulizia dei fondi incolti. Allo stesso tempo, la Polizia Locale di Andria, per garantire il pieno rispetto delle regole, impiegherà i droni in dotazione per il monitoraggio dall’alto del territorio. Lo scorso anno lo screening tecnologico ha già portato all’elevazione di ben 360 sanzioni.
A cura di Aldo Losito.







































