
Il dottor Pasquale Vilella ha assunto l’incarico di assessore al bilancio nel 2022, con tanta voglia di fare e tanta passione. Il compito difficile era quello di far quadrare i conti di un bilancio complesso e la volontà di restituire ai cittadini una città capace di camminare con le proprie gambe. In parte l’obbiettivo è stato raggiunto: carte alla mano, da un disavanzo di 90 milioni si è passati ad un disavanzo di circa 17 milioni; da una disponibilità di cassa di soli 17 milioni nel 2019, si è passati ai 118 milioni del 2025 grazie al fondamentale contributo di Vilella. Ma il lavoro non è concluso e per questo l’assessore uscente ha scelto di candidarsi al consiglio comunale con il Partito Democratico nella prossima tornata elettorale. C’è da sganciarsi definitivamente dal Piano di Riequilibrio Finanziario e dal rigido controllo della Corte dei Conti, c’è da perseguire politiche sociali, – già avviate – che possano aiutare davvero le persone. Ma andiamo con ordine.
Durante il suo assessorato Pasquale Vilella in primis si è preoccupato di rafforzare il settore tributi per dotare la macchina amministrativa di un sistema più efficiente. Il miglioramento delle entrate ha consentito il pagamento di parte della debitoria arretrata: l’effetto è stato che il ritardo medio dei pagamenti comunali è sceso dagli oltre 273 giorni di inizio amministrazione agli attuali 56 – l’obiettivo è scendere sotto i 30 -; infine si è battuto per aiutare le persone: permettere di pagare i tributi comunali a rate, cercando di evitare di incorrere nel pagamento di sanzioni e interessi è un esempio dell’attenzione di Vilella al sociale, ma soprattutto un aiuto concreto per quanti – tanti – non possono permettersi di pagare tutto e subito, soprattutto con le difficoltà economiche sotto gli occhi di tutti.
Star dietro ai conti è un lavoro difficile. Lo è per un assessore al bilancio, lo è ancor di più per i cittadini: non interessano i numeri, pur decisivi, ma il riscontro nella vita di tutti i giorni. Vilella lo sa e per questo tra le sue principali preoccupazioni c’è la questione “TARI”. La domanda è: perché se la raccolta differenziata aumenta, non diminuisce il costo per i cittadini? La risposta è nell’aumento delle spese sul personale e dei carburanti per lo smaltimento dell’indifferenziata fuori regione, elementi esterni alle competenze comunali. Anche qui, però, Vilella non si arrende e rivendica gli sforzi in atto: è stata aumentata la soglia di chilometri entro cui il Comune non paga il trasporto dei rifiuti, passata da 60 a 100 chilometri e, soprattutto, grazie ad una gara-ponte in atto, il differenziato viene venduto direttamente dall’Amministrazione alle piattaforme di smaltimento. Si tratta di interventi che servono per calmierare il costo TARI dei cittadini in attesa di politiche regionali più incisive.
Un’altra scommessa vinta da Pasquale Vilella è quella inerente i tributi locali e la cosiddetta “rottamazione”. In questo campo Andria, grazie al contributo sostanziale fornito dall’assessorato di Vilella, è stata aprifila: fin dal 2022 si è deciso di non delegare più all’Agenzia delle Entrate Riscossione l’incasso dei tributi locali, ma si è data questa prerogativa al Comune, che agisce quindi in prima persona. Ciò ha permesso, come si diceva, di applicare politiche sociali di rateizzazione dei debiti che ha aiutato molte famiglie e imprese a calmierare le proprie spese mensili: «Tante persone, a causa della crisi economica, vorrebbero sanare la propria posizione e noi abbiamo il compito di permetterglielo. Con un regolamento ad hoc abbiamo anche permesso a determinate fasce di reddito di pagare meno di 100 euro al mese le proprie rate». A ciò si aggiunge il pregevole risultato di aver predisposto – Andria tra i primi comuni d’Italia – il Regolamento per la Definizione Agevolata dei Tributi consentendo a tutti di mettersi in regola pagando il solo tributo (senza sanzioni e interessi) in comode rate.
Nel caso i cittadini vogliano dare fiducia all’operato di Vilella, l’assessore uscente ha già le idee chiare sui compiti da continuare a perseguire nel prossimo mandato. Tra questi completare il risanamento del bilancio, perché «è dalla sostenibilità che passa il futuro», soprattutto ora che i fondi PNRR giungono alla loro conclusione e serve continuare a fornire risposte e servizi ai cittadini. Tagliato il cordone che lega ancora Andria alla Corte dei Conti, Vilella intende impiegare le finanze pubbliche per intervenire sulle strade, ma anche sulle strutture sportive e la cultura. «Azzeramento del disavanzo, incassare attraverso le rottamazioni. Il tutto per tornare finalmente a camminare con la serenità di un Ente privo di vincoli e aumentare le risorse spendibili». La speranza di Vilella è quella di poter continuare a lavorare con passione e attenzione per il futuro della città che ama, per il futuro di Andria.
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