
Francesca Magliano, esponente di NPsi-IoSud (Andria Riparte) e candidata al prossimo consiglio comunale con Sabino Napolitano nel centrodestra, lancia un attacco duro all’amministrazione di Andria guidata dal sindaco Bruno, accusandola di totale disinteresse nei confronti delle politiche agricole. Al centro delle critiche la mancanza di un ufficio dedicato al settore e la presenza di un solo dipendente incaricato di gestire le esigenze di un comparto che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia cittadina.
«Migliaia di aziende agricole, migliaia di lavoratori in agricoltura e il comune che fa? Un solo dipendente» — la denuncia di Magliano è netta e senza appelli. Quella che definisce «imbarazzante», è la situazione in cui versano le politiche agricole locali, ridotte a una serie di iniziative spot senza alcuna visione strutturata: la Bandiera Verde, il Borgo della Salute a Montegrosso rimasto ormai solo un ricordo, la manifestazione Qoco che non viene organizzata durante la campagna di raccolta, qualche patrocinio qua e là.
Secondo Magliano, quello che servirebbe è ben altro: un assessorato dedicato all’agricoltura, un ufficio attrezzato per affrontare tutte le problematiche del settore e un confronto costante con le associazioni di categoria. I temi urgenti non mancano: la sicurezza nei campi, anche attraverso l’utilizzo di droni; la resilienza idrica, con il riuso delle acque reflue affinate dal depuratore da immettere in rete, esercitando pressione su Aqp e sul Consorzio di Bonifica; e soprattutto la battaglia contro i contributi consortili che l’esponente definisce «non giustificati» e imposti «indisturbati» agli agricoltori.
Su quest’ultimo fronte, Magliano sottolinea di non essere nuova alla battaglia. L’anno scorso ha aderito al Comitato «Voce Comune», che promuove la raccolta di firme per modificare le norme del processo tributario in materia di controversie relative ai contributi di bonifica, con l’obiettivo di garantire una difesa più efficace ai cittadini consorziati. A maggio dello stesso anno era a Roma, presso la Corte Suprema di Cassazione, per depositare la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato regionale «Voce Comune», volta a riformare la disciplina sui Consorzi di Bonifica.
«Dunque accanto agli agricoltori vessati da tributi per servizi inesistenti» — conclude Magliano, ribadendo il suo impegno a fianco della categoria e la natura non elettorale, ma sostanziale, della sua azione politica su questo tema.


































