Uno 0 a 0 che serve alla continuità e che regala al Manfredonia un altro passettino verso la permanenza in serie D mentre dall’altro lato alla Fidelis uno sprint finale senza però obiettivi perchè la quota play off è ormai irraggiungibile. Il derby del “Miramare” torna a segnare la X dopo gli ultimi due anni in cui si era imposta la Fidelis. In realtà il match è caratterizzato anche dalla cronaca con un tifoso andriese che ha accusato un malore ed i circa 200 sostenitori che hanno scelto di lasciare lo stadio anzitempo per raggiungere San Giovanni Rotondo dove è stato ricoverato. Catalano perde per squalifica Taurino ed anche Tsioungaris per un problema fisico. Allora opta per un 4-3-3 con Orlandi, Marquez e Rovere in avanti. In difesa torna titolare Suplja. In casa Manfredonia, invece, Pezzella sceglie la continuità con il 3-5-2 e l’attacco formato da Urain e l’ex Jallow. Spazio anche per gli altri ex e cioè Spinelli in difesa e Balba a centrocampo.

E l’inizio di match regala tanta intensità tra due squadre con diverso approccio. La Fidelis spensierata che ci prova subito con Tagliarino bravo a resistere al contrasto di Ceperano, ed un Manfredonia alla ricerca di punti salvezza qui subito con Spinelli di testa dopo un batti e ribatti in area e la palla sul fondo non di molto. Ci prova anche Rovere con un tiro da destra tra le braccia di Brahja. Poi il cross di Giorgione sempre da destra ed il tocco in area di Orlandi debole anche a causa del contrasto di Giglio alle sue spalle. Occasione buona al 22’ quando sempre Orlandi calcia dal limite radente, palla che sfiora il palo alla destra di Brahja. Il Manfredonia fa tanta intensità a centrocampo ma non riesce a colpire almeno sino al 38’ quando il cross di Rondinella per Urain che tutto solo di testa schiaccia ma Perina salva tutto. E’ anche la parola fine sul primo tempo. Ma nella ripresa è subito la Fidelis a cambiare a destra a causa dell’uscita di Rovere al suo posto Allushaj. Ed è subito lui a sfiorare il gol del vantaggio dopo neanche quattro minuti con la pennellata di Orlandi che l’esterno d’attacco colpisce di testa così come avvenuto a Francavilla Fontana due settimane fa, ma in questo caso è decisivo l’intervento di Brahja ad evitare ila marcatura. Dall’altro lato il Manfredonia soffre un po’ ma produce il tiro di Giglio da posizione buona ma è ancora attento Perina a salvare tutto. Poi i tifosi andriesi lasciano il “Miramare” tra gli applausi del pubblico di casa che smette anche di tifare per solidarietà. Orecchie extra campo e sul terreno di gioco accade quasi niente se non i tanti cambi ed un episodio che chiude anzitempo la stagione di Barberini e Babaj entrambi espulsi direttamente per reciproche scorrettezze. Non accade però più nulla. Al Manfredonia manca davvero una inezia per conservare la serie D e lo potrà fare ad Acerra contro l’ultima della classe per chiudere i conti. La Fidelis, invece, non ha più particolari obiettivi, sfumata definitivamente anche l’ipotesi playoff domenica prossima affronterà un Pompei in gran forma per il saluto al suo pubblico ed a questa stagione con l’occhio teso già alla prossima.