È scattato quest’oggi il decreto di confisca definitivo dal valore di 1 milione di euro nei confronti del 47enne pluripregiudicato andriese Carmine Fratepietro. Eseguito dai Carabinieri, ha coinvolto tre terreni a Trinitapoli, due ad Andria ed altrettante ville di lusso sempre in territorio andriese. Tutti beni ritenuti derivanti dalle numerose azioni criminali messe in atto negli anni dal noto malvivente.

Fratepietro ha infatti alle spalle una lunga scia di assalti a portavalori e caveau che gli sono valsi le condanne per reati di rapina a mano armata, porto illegale d’armi, riciclaggio e ricettazione. Il 19 ottobre 2025 attaccò con un commando di 15 individui un furgone sulla statale 16 a Bari; pochi mesi dopo, nel febbraio 2016, fece lo stesso nei pressi di Trinitapoli: in 10 assaltarono un portavalori contenente 3 milioni di euro per poi fuggire tra auto e mezzi pesanti in fiamme. Infine, il 4 dicembre dello stesso anno sfondò il caveau di una società di vigilanza calabrese con una ruspa per poi darsi alla fuga con 8 milioni e mezzo di euro.

Circa un anno fa la Corte d’Appello aveva bloccato la confisca dei beni a Fratepietro, tutti intestati alla sua compagna. Oggi, invece, grazie ad un quadro probatorio più forte, la stessa Corte ha dato seguito alle decisioni della Cassazione e fatto applicare la definitiva sottrazione dei beni dal valore di 1 milione di euro derivanti dai ripetuti assalti ai portavolari.