Ha fatto molto “rumore” la sconfitta della Fidelis al “Luigi Moccia” contro l’Afragolese. Per come è maturata. Per come è stato gestito il finale di partita. Una battuta d’arresto, la quinta di fila con la valigia da viaggio, che ha provocato grossa insoddisfazione. Non solo nei tifosi, ma anche nella proprietà. Inevitabile un confronto tra le parti post-Afragola. I beninformati raccontano di un aspro scambio di opinioni tra il presidente Luca Vallarella, il direttore sportivo Gianni Califano e il tecnico Pasquale Catalano. Quest’ultimo ha parlato così dopo l’ennesima parentesi negativa della stagione lontano dal “Degli Ulivi”.
E di sicuro, la realtà della Fidelis non regala sorrisi e gratificazioni. L’Andria in trasferta non sa vincere. E non sa nemmeno fare punti. Anche quando passa in vantaggio. Inspiegabile l’uno-due incassato nel finale che ha permesso all’Afragolese di piazzare il ribaltone. Stesso “film” di Cardito contro il Nola. Che anche Catalano non riesce a spiegare.
Confronto aspro, ma terminato con la volontà di viaggiare verso un’unica direzione. È il momento di dare priorità alla “comunione di intenti”. Troppo importante centrare la conferma della categoria. Consigliabile non correre rischi nel finale di stagione. Meglio evitare di ritrovarsi nella bagarre. Per riuscirci, è fondamentale fare affidamento ora sul “fattore-Degli Ulivi” e sui prossimi due impegni casalinghi ravvicinati: domenica contro la cenerentola Acerrana, a partire dalle ore 16, giovedì Santo contro il Francavilla in Sinni. Nove punti nelle ultime tre per la Fidelis davanti al proprio pubblico. Dovessero diventare quindici tra poco più di una settimana, significherebbe mettersi definitivamente al riparo da spiacevoli situazioni. La salvezza diretta sarebbe in cassaforte, ma la stagione della Fidelis resterebbe comunque inferiore alla sufficienza.
Il servizio di News24.City.





































