Timido ma determinato, innamorato della famiglia che aveva costruito e terzo figlio maschio di una famiglia dedita al lavoro ed a costruire ragazzi pronti alle tante insidie del mondo d’oggi. Era da poco diventato papà, si era sposato ed aveva un buon lavoro Enrico Matera che sino a poco tempo fa praticava anche la pallavolo a livello agonistico. Il tratteggio del profilo di un ragazzo come tanti che però a soli 29 anni ha visto interrompere la sua vita da un salto nel vuoto di circa 6 metri che non gli ha lasciato scampo. Una nuova morte bianca, una strage silenziosa, l’ennesima perchè ormai il conto ed i numeri lasciano lo spazio solo allo sconforto. Enrico era un ragazzo che si stava costruendo con le sue mani un futuro in una terra difficile. Come i suoi due fratelli e spinto dalla sua famiglia aveva per tanti anni praticato non solo ad Andria il volley una disciplina sportiva che ti insegna lavoro di gruppo, passione e pazienza ma che ti forma anche fisicamente e mentalmente ad affrontare le sfide che poi sono essenziali per la vita. Ed Enrico aveva raccolto tutte queste caratteristiche con la sua timidezza ma anche la sua grande determinazione.
Sabato mattina era al lavoro sul terrazzo di un capannone industriale a Modugno prima di precipitare per diversi metri e veder interrotto troppo presto questo percorso che stava costruendo. Le equipe sanitarie giunte sul posto hanno potuto solo constatare il decesso, per lui non c’è stato nulla da fare ma su quanto accaduto la procura della Repubblica di Bari ha aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio colposto, al momento a carico di ignoti per accertare eventuali responsabilità. Nelle prossime ore verrà disposta la perizia medico legale per stabilire le cause esatte del decesso. La salma per ora è a disposizione degli inquirenti a Bari. Sul posto per gli accertamenti, oltre ai Carabinieri e alla Polizia Locale di Modugno, sono intervenuti anche gli ispettori dello Spesal Area Metropolitana della Asl di Bari, ai quali spetterà il compito di ricostruire con chiarezza cosa sia accaduto.
Tante anche le reazioni arrivate subito dal mondo della politica e dei sindacati. In particolare la CGIL nelle sue varie diramazioni ha voluto sottolineare che non si può certo più parlare di fatalità bensì di veri e propri “operaicidi”. Toccante anche il messaggio arrivato dalla Casalvolley di Trinitapoli una delle associazioni nelle quali aveva militato nella sua carriera Enrico che ha parlato di un ragazzo d’oro, sempre rispettoso e solare. Una strage silenziosa quella delle morti sul lavoro che non accenna a diminuire nonostante le regole molto spesso ci siano e siano anche molto stringenti. Andria nel frattempo piange un altro suo giovane morto sul lavoro. Per Enrico Matera ora restano tante lacrime che resteranno ben impresse nella memoria di chi lo ha conosciuto ma anche di chi non lo conosceva ma che ha compreso attraverso messaggi e testimonianze la bontà d’animo e determinazione.


































