I numeri complessivi non sono da buttare. I numeri che si riferiscono solo ed esclusivamente al rendimento esterno, inutile nasconderlo, non tornano proprio in casa Fidelis. Se non sono disastrosi, poco ci manca. Il feeling tra l’Andria e le partite giocate in trasferta non esiste. Degli attuali 34 punti che i biancazzurri hanno in classifica, soltanto 11 sono stati ottenuti con la valigia da viaggio. Pochi, rendimento da playout: in sei hanno fatto peggio, ma, ad eccezione dell’Acerrana, le altre cinque hanno giocato meno partite in esterna degli andriesi. Che, lontano dal “Degli Ulivi”, hanno vinto due sole volte, tra l’altro sui campi delle ultime della classifica: Acerrana prima, Pompei poi. Non lo hanno mai fatto, invece, dopo la sosta natalizia e di fine anno. Cinque gare esterne, fatturato mediocre: pari alla prima del 2026 a Ferrandina, poker di sconfitte in successione contro Paganese, Gravina, Nola a Cardito e Nardò. Male, se non addirittura malissimo. Le prime due trasferte di questo campionato, tra l’altro contro le attuali capolista del raggruppamento, facevano immaginare ben altro: vittoria sfiorata al “Puttilli” nel derby contro il Barletta, pari di rilievo in rimonta al “Tursi” contro il Martina. La tendenza, poi, è cambiata da Aversa e dalla sconfitta della sesta giornata contro la Real Normanna. E se in casa, ad eccezione della mini-crisi di fine novembre ed inizio dicembre, la Fidelis tutto sommato il suo lo ha quasi sempre fatto, lontano dal proprio domicilio, la “musica” è stata quasi sempre diversa. Preoccupano i risultati, preoccupa soprattutto la prestazione del “Giovanni Paolo II”: Fidelis irriconoscibile dal punto di vista del temperamento e della voglia di provare ad andare oltre i propri limiti. Deludente lo spirito con lui la squadra di Pasquale Catalano ha interpretato il derby contro il Nardò, molto delusi tifosi e dirigenti, che confidano in una rapida inversione di tendenza, in primis a livello di atteggiamento. I numeri in trasferta non tornano. Idem quelli relativi alla nuova gestione tecnica: sei punti collezionati in un segmento di altrettante partite disputate. Poche colpe, in realtà, da attribuire all’allenatore che ha ereditato il testimone in panchina. Molte di più a chi ha allestito l’organico, tra innesti, rivoluzioni e contro-rivoluzioni. Tornando ai numeri complessivi, c’è un +3 sulla zona playout che non può permettere di dormire sonni tranquilli, quando mancano otto partite al termine del campionato. Per fortuna dell’Andria, soltanto tre da giocare in trasferta. Ora c’è la sosta, che dovrà essere sfruttata come una ghiotta occasione per schiarire le idee. Alla ripresa del campionato, prevista per domenica 15 marzo, al “Degli Ulivi” c’è Fidelis-Heraclea, scontro direttissimo in chiave salvezza. Tutti i tesserati biancazzurri devono avere in mente un concetto ben preciso: d’ora in avanti i margini d’errore sono risicatissimi.