
Una galleria di ricette nate dalle mani e dalla creatività di chef da tutto il mondo: è la “Norohy Gallery”, un’idea convertita poi in un contest che ha coinvolto maestri pasticcieri in una sfida ben precisa: trascrivere la loro visione di audacia attraverso una ricetta a base di vaniglia, acque floreali o caffè. Tra i nomi provenienti da Singapore, Malesia, Cina e Corea c’è anche l’Italia e la città di Andria rappresentata da Daniele Salice, giovane pasticciere.
Una passione per la pasticceria nata dall’età di sette anni e toccata con mano dietro il bancone del bar di famiglia, il Roxy Bar, storico punto di riferimento per la città federiciana. Un percorso di formazione continua che oggi lo vede protagonista come demi-chef pasticciere in un hotel a 5 stelle in Alto Adige.
«Per me la pasticceria consiste nel saper esplorare, conoscere e sperimentare nuovi ingredienti e sapori capaci di suscitare nelle persone emozioni forti – ha sottolineato il giovane andriese, classe 2003 – Quando creo i miei piatti mi metto nei panni del cliente, immaginando ciò che vedrà e assaporerà una volta seduto, con l’obiettivo che, al termine del pasto, l’esperienza rimanga impressa non solo sul palato, ma soprattutto nel cuore».
La ricetta preparata dallo chef andriese consiste in un Pomme 2.0, una mela rivisitata, finta, con un inserto di strudel. Una combinazione di sapori e prodotti legati al territorio, alla cultura per un dessert moderno e a chilometro zero.



































