Si avvia alle ultimissime battute la vicenda giudiziaria relativa alla tragedia ferroviaria del 12 luglio 2016 nel tratto a binario unico tra Andria e Corato. Dopo il primo grado anche in appello la sentenza di fine settembre scorso confermò l’assoluzione per 14 imputati con la condanna di due persone il capostazione di Andria ed un capotreno sopravvissuto allo scontro. In questi giorni, in realtà, la procura generale della corte d’appello di Bari ha voluto impugnare, con rimando in corte d’Appello, la sentenza di assoluzione solo per tre imputati: l’ex direttore generale Massimo Nitti, l’ex direttore di esercizio Michele Ronchi e la società Ferrotramviaria.
Irrevocabili, dunque, le sentenze di assoluzione per 12 imputati che escono definitivamente di scena da questa vicenda. Tra questi c’è anche l’ex presidente di Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini oltre ai dirigenti Giulio Roselli, Francesco Pistolato e Vito Mastrodonato ma anche il capostazione di Corato in servizio quella mattina del 12 luglio Alessio Porcelli oltre ad altri dipendenti e agli ex vertici del ministero delle infrastrutture Virginio Di Giambattista e gli ex vertici dell’USTIF Alessandro De Paola e Pietro Marturano.
I due gradi di giudizio sino ad ora hanno ribadito comunque che ci fu solo una catena di errori umani a provocare lo scontro tra i due treni in viaggio in senso opposto sulla tratta dieci anni fa ancora a binario unico. Di conseguenza le due condanne hanno riguardato Vito Piccarreta, il capostazione di Andria in quella mattinata del 12 luglio del 2016 dovrà scontare 6 anni e 3 mesi mentre per il capotreno del convoglio partito da Andria, Nicola Lorizzo la pena a 6 anni e 9 mesi: entrambi a loro volta hanno presentato ricorso ma se la sentenza fosse confermata in Cassazione dovranno scontare la pena in carcere.
Nel ricorso per legittimità presentato dalla procura generale c’è si riparte dalla quasi collisione avvenuta due anni prima dell’incidente ed emersa nel corso del lungo dibattimento, e che avrebbe dovuto far presagire la possibilità della tragedia a causa, essenzialmente, del sistema obsoleto di blocco telefonico.






































