Sbattono la porta il capogruppo del Pd in consiglio comunale ad Andria Gianluca Sanguedolce e il consigliere Mirko Malcangi. Lasciano il partito che li aveva messi alla porta nel mese di dicembre e poco prima che il segretario cittadino Addario depositi il verbale sottoscritto già sottoscritto dai consiglieri superstiti in cui Sanguedolce viene rimosso dal ruolo di capogruppo e che nomina lo stesso Addario a rappresentare il gruppo consiliare.
La decisione di sollevare Sanguedolce è maturata sabato scorso e contravviene l’indicazione che sarebbe stata data dalla sindaca Giovanna Bruno che per la fase finale della consiliatura avrebbe gradito evitare scossoni. La scelta però appariva ineludibile dopo che la commissione di garanzia regionale lo aveva cancellato dall’elenco degli iscritti insieme ad altri tre consiglieri comunali (Mirko Malcangi, Emanuele Sgarra e prima ancora Daniela Maiorano) e altri tre semplici attivisti del PD, anche se con un passato rilevante nella politica locale del centrosinistra come nel caso di Giovanni Cirulli e Vito Malcangi. Tutti sono considerati infedeli al partito per aver sostenuto candidati di altre liste alle regionali di novembre e in particolare per aver portato acqua per l’elezione del consigliere regionale Ruggiero Passero, espressione di un silurato eccellente del PD come Filippo Caracciolo a cui tutti sarebbero rimasti legati.
Sanguedolce e Malcangi hanno proposto ricorso sulla decisione di cancellarli dall’elenco degli iscritti prima alla commissione di garanzia del PD a tutti i livelli, poi adendo anche le vie legali attraverso l’avvocato Antonio Guantario anch’egli storico esponente politico ma del centrodestra.
Sanguedolce ha provato a resistere alla cacciata e anche negli ultimi giorni è stato operato proprio da Addario un tentativo di ricomposizione delle controversie, almeno dal punto di vista giudiziario: Sanguedolce e Malcangi chiedevano il ritiro del provvedimento di esplusione che definiscono illegittima e in cambio avrebbero lasciato il partito con le loro gambe. Una specie di transazione per chiudere bonariamente il rapporto cui il PD non ha voluto aderire.
La controversia si è infuocata stamattina quando era in programma la riunione dei capigruppo che ha poi fissato il consiglio al prossimo 18 febbraio. Lì si sono presentati sia Sanguedolce che Addario che ha poi deciso di desistere dallo scontro ed evitare di depositare il verbale con cui veniva silurato Sanguedolce. Di lì a poco la nota dei due consiglieri che confermano l’ennesima rottura nella maggioranza di Giovanna Bruno.


































